OLTRE LA VITAMINA D – Intervista al dott. Paolo Giordo

Il gruppo Vitamina D in collaborazione con Massimiliano Diaco di Alimentiamo la Salute e con Claudia Criscuolo presentano l’intervista al dr Paolo Giordo con domande sulla Vitamina D e tanto altro.

Massimiliano:
Siamo qua nuovamente in diretta per parlare di vitamina D. Alimentiamo la salute nasce da un percorso di cambiamento di stile di vita perché mio padre si è ammalato di cancro e attraverso delle tecniche depurative e al cambiamento di stile di vita è riuscito a guarire. Adesso siamo al settimo anno senza recidive. Iniziamo veramente a prenderci cura di noi perché abbiamo una responsabilità molto importante, perché la salute dipende molto dalle nostre scelte e quindi essere consapevoli ci da l’opportunità di poter prendere le scelte migliori per poter andare verso la salute e il benessere. Io volevo ringraziare le persone che hanno consentito di poter creare questa diretta che è il gruppo della vitamina D e in particolare Claudia Criscuolo che è co-amministratrice del gruppo… e sono stati proprio loro a chiedere di rifare un’altra diretta per andare più in profondità. E adesso dò la parola a Claudia.
Claudia:
Ciao Massimiliano. Buonasera a tutti e grazie per essere qui.
Un grazie particolare a te che hai reso possibile la realizzazione di questo video e naturalmente al Dottor Paolo Giordo che è sempre disponibile a rispondere alle nostre domande.
Poi vorrei fare un ringraziamento di cuore a Katrina Magi, la fondatrice del gruppo vitamina D, per aver aperto questo gruppo grazie al quale ho potuto poi intraprendere il mio percorso secondo le mie esigenze.
E ancora vorrei ringraziare gli altri amministratori e moderatori: Morena, Tiziana, Alberto, Paolo, Andrea, Monica, Ely e Vito per l’impegno che mettono nel gestire il gruppo vitamina D che conta quasi 50.000!
Infine Vorrei fare una precisazione e sta molto a cuore a Katrina e è che il gruppo è nato con lo scopo di diffondere informazioni ricerche su questo meraviglioso ormone e noi tutti che lo coordiniamo o offriamo il nostro tempo per un bene comune del tutto gratuitamente e senza altri scopi a te la parola.
Massimiliano:
Io ovviamente voglio ringraziare il dottor Giordo che fra l’altro oltre ad essere medico si occupa di medicine complementari come la medicina ayurvedica, la medicina cinese che mi sembra che abbiano oltre 5000 anni… mentre quella galileiana solo qualche secolo quindi diciamo che qualcosina la sanno anche loro!
Cominciamo con la prima domanda
– Per quanto riguarda i bambini si legge che i valori di 25(OH)D nel sangue sono così definiti:

<10ng/ml Deficit grave, da 11 a 20 deficit, 21-29 insufficienza, uguale o maggiore a 30 sufficienza, è corretto?
Dott. Giordo:
Non è corretto. Tutti questi range di valori dovrebbero essere aumentati, sono troppo minimi. Questi range sono stati fatti su popolazioni medie, nell’ultimo secolo, in cui c’era sempre stata una carenza cronica di vit. D e quindi sono anche loro indici di una carenza di fondo, una carenza di tipo latente. Quindi, chi è ai limiti minimi dei range, non può dire di essere nella normalità, ma è in carenza, una carenza non eccessiva ma pur sempre carenza.
I bambini, oggi, sono carenti perché non giocano più all’aperto ma in casa, davanti alla playstation, al tv, al computer, ecc., quindi, dove lo prendono il sole?… la Vit D?
La vitamina D è molto importante anche in gravidanza perché la madre trasmette la carenza al bambino. La donna incinta ha bisogno di un quantitativo addirittura maggiore di D perché …la Vit D serve a strutturare l’embrione e quindi a formare finalizzare l’azione cellulare di tutte le cellule del corpo che si stanno formando, quindi va influire sulla divisione cellulare, che è la cosa fondamentale per la crescita dell’embrione.
Massimiliano:
È sempre meglio fare analisi del sangue prima di somministrare la Vit D sia per i bambini che per gli adulti?
Dott. Giordo:
È sempre meglio conoscere quanta vit D ci manca perché potremmo avere una carenza lieve o molto grave. Ho visto sia adulti che bambini con carenze spaventose: 2 o 3 di vitamina D. Parlo di ng/ml quindi il dosaggio che viene usato normalmente.
Subito dopo la nascita, quando viene eseguito il prelievo ematico, normalmente non viene controllata la vit D. Poi però viene somministrata, secondo le linee guida pediatriche, qualche goccia di Vit D fino al primo anno di vita, poi basta. Come se crescendo il bambino non avesse più bisogno, invece è proprio allora che ne ha bisogno: durante il processo di crescita.
Massimiliano:
Nel precedente video dicevi che le analisi consigliate da effettuare sin dall’inizio, sono dosaggio 25OHD, omocisteina, Ferritina, B12, Folati, Osteocalcina, solo questi o anche Paratormone, ATGA e funzionalità tiroidea?
Dott. Giordo:
Utile controllare il Pth nelle persone adulte, nei bambini si hanno valori un pochino diversi. La vitamina B12, che è spesso carente a livello nutrizionale perché non ci nutriamo bene, poi oggi ci sono molte persone che sono vegane quindi hanno già una carenza cronica di Vit B12; inoltre la ferritina che non è da considerare soltanto un indice del ferro di deposito, ma è un marcatore molto importante del nostro organismo, la ferritina infatti ha una espressione generale sui geni. Quando la ferritina ha un valore troppo elevato in un adulto, incide sull’aumento dei fattori di invecchiamento e di stress ossidativo, quindi bisogna tenerla a bada.
Massimiliano:
C’è differenza tra i bambini e gli adulti nella ricerca dosaggi analisi?
Dott. Giordo:
Differenza non ce n’è molta ovviamente. Anche i bambini hanno gli stessi range di valori normali o meno della Vit D. Quando c’è una carenza c’è carenza sia nei bambini che negli adulti. Come dicevo prima, il bambino sta prevalentemente in casa, in luoghi coperti non esposti alla luce del sole quindi spesso è soggetto a carenza. Poi si deve tenere conto anche dell’obesità infantile; il bambino in sovrappeso ha una carenza ancora maggiore perché il tessuto grasso sequestra in parte la vitamina D, rendendola meno disponibile per le sue funzioni. E poi bisogna anche valutare altre cose come ad esempio che familiarità ha il bambino: se è un bambino con genitori sanissimi o con genitori o parenti con malattie autoimmuni o altre patologie. Anche questi dati sono utili a considerare una eventuale carenza di Vit D e quindi la sua integrazione.
Massimiliano:
Potresti gentilmente darci una lista di dosaggi analisi da fare sia per gli adulti che per i bambini (se sono differenti)
Dott. Giordo:
Gli esami che abbiamo già detto prima vanno bene. Poi l’emocromo, fondamentale, perché va a vedere globuli bianchi, rossi, piastrine, il volume cellulare l’emoglobina ecc. La ferritina che nei bambini ha più un significato di deposito del ferro, mentre negli adulti ha significato di marcatore generale. La Vit B12, lo abbiamo detto.
Il PTH tenendo conto che nei bambini è più elevato che negli adulti.
Ci sono poi i parametri del metabolismo fosfo-calcico che nei bambini sono completamente diversi da quelli degli adulti, perché il bambino ha un sistema scheletrico in continuo accrescimento, per cui anche altri parametri come la fosfatasi alcalina, la calcemia ecc. sono normalmente più elevati nel bambino rispetto all’adulto perché risentono di questo turnover metabolico più alto. L’omocisteina che è più importante nell’adulto, è un aminoacido che deriva dal processo di degradazione della metionina. Finché si mantiene entro certi limiti va bene, quando è in eccesso diventa tossica, per un insieme di funzioni che non vanno soltanto a livello vascolare ma vanno anche al livello di espressione genica, quindi di funzionamento generale del nostro organismo, per questo l’omocisteina deve essere controllata. Quando poi è molto elevata può essere anche indice di una disfunzione genetica, di un polimorfismo di un gene, cioè MTHFR, il gene che attiva sia la Vit B12 che l’acido folico. Quando si è in carenza di questo gene perché può essere una mutazione sia in etero che in omozigosi, ebbene quando c’è questa non funzionalità di questo gene, la Vit B12 e l’acido folico non si attivano, quindi non possono espletare le loro funzioni, c’è una sintomatologia da carenza del gruppo B e in più tendono ad accumularsi nei tessuti, creando poi altri problemi di cui non stiamo a dire.
Massimiliano:
Come mai sono pochi i laboratori ad eseguire le analisi per la ricerca della vitamina B12 attiva?
Dott. Giordo:
La metilcobalamina sì, è la forma attivata. Perché è molto difficile farla, occorrono dei reagenti molto costosi per cui soltanto pochi laboratori in Italia la possono fare. C’è il test Elaisa che lo fa ma è appunto molto costoso, quindi non è un esame di routine, diciamo.
Claudia:
L’omocisteina alta sta ad indicare una predisposizione alle malattie cardiache?
Dott. Giordo:
Si è un fattore di rischio vascolare, come ho detto prima, ma non solo.
Claudia:
E l’osteocalcina?
Dott. Giordo:
L’osteocalcina può essere presa anche come un metodo di misurazione della Vit K2, perché la Vit K2 non si può dosare nel sangue, nessuno ha mai chiesto Vit K2 perché i laboratori non saprebbero dove mettere le mani. Si dosa la osteocalcina che, a dirla tutta, può essere decarbossilata o carbossilata, a seconda di queste condizioni dell’osteocalcina, si può desumere se c’è una carenza o meno di vit k2. L’osteocalcina è fondamentale perché è quella proteina che serve a far legare il calcio alle ossa perché la Vit. D fa assorbire il calcio… ma poi il calcio non va nelle ossa per merito della Vit D, il calcio va nelle ossa per merito della Vit. K2, quindi attraverso l’attivazione dell’osteocalcina, e poi anche attraverso il movimento fisico, una cosa molto semplice e atavica.
Claudia:
Bisogna fare ATGA (Anticorpi contro tireoglobulina) e funzionalità tiroidea?
Dott. Giordo:
Certamente, perché le malattie autoimmuni come Hashimoto è sempre più frequente rispetto al passato, un tempo era quasi sconosciuta o rarissima, oggi è frequente e può essere o l’anticamera o la conseguenza di altre malattie autoimmuni, può intervenire nel corso di altre malattie autoimmuni oppure denotare una forte predisposizione all’autoimmunità in generale. E gli anticorpi antitireoglobulina sono fondamentali per questo, soprattutto perché la tireoglobulina è la proteina della tiroide che poi, attivandosi, prendendo delle molecole di iodio, dà esito ed adito agli ormoni tiroidei, così detti T3 T4. Quando ci sono degli anticorpi contro la tireoglobulina, quindi non si ha questo processo, la tiroide va incontro ad un processo di distruzione graduale. Ovviamente non è soltanto questo perché bisogna valutare anche altri anticorpi antitireoperossidasi, antitiroide, antirecettore del TSH ecc., tutti questi possono testimoniare una condizione più o meno profonda di autoimmunità.
Massimiliano:
Di questi due schemi qual è il più attendibile?
Dott. Giordo:
Sono attendibili entrambi perché bisogna distinguere i bambini sani da quelli con patologie di tipo immunitario, ad esempio i bambini con celiachia, i bambini con Sindrome autistica… (ormai credo sia stato abbastanza chiaramente dimostrato che l’autismo è una malattia autoimmune perché c’è un livello di citochine elevato, soprattutto di interleuchina 17 che è il messaggero dell’autoimmunità). Se allora noi dobbiamo considerare i bambini sani, la tabella data dalla società di endocrinologia, mi sembra di aver visto, può essere valida; con i bambini invece che hanno dei problemi o delle tare immunitarie relative ai genitori oppure sono portatori essi stessi di una patologia autoimmune, ecco che, effettivamente, occorre un dosaggio più elevato di vitamina D, infatti Coimbra dice che si dovrebbero dare 1000 unità per ogni 5 kg di peso, nei bambini autoimmuni. Diciamo quindi sono due cose diverse che non possono essere assimilabili allo stesso tipo di bambino.
Massimiliano:
È opportuno che i bambini integrino anche la vit. K2? In che dosi, secondo l’età e il peso?
Dott. Giordo:
Dipende perché se i bambini sono sani non hanno bisogno di vitamina K2 mk7 perché il bambino normalmente è caratterizzato da un intenso movimento fisico – o almeno una volta era così, ora purtroppo meno – cosa che favorisce sicuramente un assorbimento del calcio da parte delle ossa.
Massimiliano:
Adesso muovono velocemente le dita sui joypad
Dott. Giordo:
Sì, le mani ce le hanno ben allenate, il resto un po’ meno e purtroppo, come dicevo, il sovrappeso soprattutto fa sì che anche i bambini manifestino delle carenze di vitamina K2, infatti ho incominciato a integrarla, ormai da tempo, anche nei bambini, soprattutto in quelli che hanno delle patologie di tipo autoimmunitario oppure nei bambini che hanno patologie neurodegenerative di tipo genetico diciamo, la K2 è un aiuto sostanziale per questo tipo di malattie nei bambini.
Massimiliano:
Sappiamo che ci sono diversi preparati composti che in genere sono poco consigliati perché contengono poco di ogni vitamina.
Quindi è bene assumerle separate, questo vale anche per i bambini?
Dott. Giordo:
Dipende: se dobbiamo dargliene un dosaggio importante dobbiamo dargliela separatamente; se invece si vuole dare un multivitaminico dove c’è un po’ di tutto, in un bambino fondamentalmente sano si possono dare anche questi preparati… ma, in genere, questi preparati effettivamente sono di scarsa utilità.
Massimiliano:
E intanto se i bambini incominciassero a mangiare un pochino più frutta e verdura…Dovrebbero amarle anche i genitori però..
Dott. Giordo:
Vero, vero…
Claudia:
La dose fisiologica riconosciuta di vitamina D è di 10.000 ul al giorno, allora perché i medici in Italia stentano a darne anche solo 5.000?
Dott. Giordo:
Perché ignorano la funzione della vitamina D, ne ignorano il dosaggio e ignorano anche gli effetti collaterali, sovrastimandoli. Purtroppo si pensa che la vitamina D sia tossica tout court, in qualunque tipo di dosaggio superiore al 1000 ui e invece non è assolutamente così e questo ormai è stato dimostrato. Purtroppo è una carenza di informazione dei medici. Innanzitutto perché non li informa nessuno i medici e poi, oltre questo, anche loro non si informano di per sé, perché altrimenti saprebbero che l’esposizione al sole di una persona di pelle chiara comporta tranquillamente la produzione di oltre 10.000 unità di vitamina D, quindi se Madre Natura ha già previsto una cosa del genere, l’uomo non può dire che questa quantità sia tossica.
Claudia:
Per quanto riguarda il calcio non è importante soltanto il calcio per la sua capacità mineralizzante ma anche per un’altra lunga lista di attività biologiche extracellulari e intracellulari, giusto?
Dott. Giordo:
Giusto!
Claudia:
Se si è carenti di calcio è necessario integrarlo anche mentre si assume vitamina D?
Dott. Giordo:
Teoricamente sì, ma io non ho mai visto una carenza di calcio in chi assume vitamina D, perché è proprio la vitamina D che fa assorbire tutto il calcio a livello intestinale dagli alimenti che vengono consumati. E, anche se non si consumano dagli alimenti particolarmente ricchi di calcio, un’abbondanza di vitamina D fa assorbire tutto il calcio necessario per cui è una situazione quasi impossibile che ci sia una carenza di calcio in chi assume vitamina D.
Claudia:
È falso dire che integrare calcio è inutile dopo i 30 anni perché non si fissa più nelle ossa?
Dott. Giordo:
Allora, non è vero questo! È ovvio che il picco della formazione della massa ossea c’è fino ai 25/30 anni, questo è vero, ma non è che dopo si blocchi tutto, si riduce ma continua! Come ad esempio succede nella donna in menopausa: è ovvio che gli ormoni estrogeni e il progesterone diminuiscano, ma non è che le ovaie smettano del tutto di secernerli, continuano. La stessa cosa avviene con la massa ossea: continua ugualmente a svilupparsi, altrimenti, a 35 anni uno avrebbe già finito il suo ciclo vitale e non avrebbe più un osso valido a disposizione!
Diciamo che la maggior funzionalità sia entro i 25/30 anni, ma dopo, questo processo continua e quindi bisogna prendere le stesse identiche precauzioni dei più giovani. Ovviamente quando uno raggiunge oltre gli 80 anni, questo processo, non dico che si azzeri, ma va’ vicino allo zero. Ma dai 30 anni in poi questo processo continua… sempre, ovviamente, che noi gliene forniamo gli strumenti perché se noi non gli forniamo gli strumenti con una sana alimentazione, con un movimento fisico adeguato è ovvio che la massa ossea non avrà modo di mantenersi stabile ma perderà sempre più calcio. Io faccio spesso l’esempio degli Astronauti: quando vanno in missione nello spazio, stanno sei mesi nelle loro poltroncine seduti o si muovono di un metro. Quando tornano, hanno un’osteoporosi gravissima… per recuperare dalla quale occorrono dai 6 agli 8 mesi di ginnastica continua.
Claudia:
Bisogna valutare il livello degli Omega-3 nel dosaggio analisi di routine?
Dott.Giordo:
Sì certo può essere utile. Oggi ci sono delle metodiche particolari appunto la lipidomica che fa vedere quanti acidi grassi abbiamo, di che tipo e di quanti ne abbiamo bisogno. Comunque gli Omega 3 sono fondamentali per il nostro sviluppo biologico soprattutto l’EPA e il DHA e poi il precursore che è l’ALA. L’EPA che ha 20 atomi di carbonio, si prende principalmente dal pesce e dai cibi grassi, il DHA che ha 22 atomi di carbonio si prende sempre dal pesce e dalle alghe… Poi c’è l’ALA che è l’acido linolenico, di origine esclusivamente vegetale ma può essere anche sintetizzata, ed è un precursore, diciamo, dei due. Purtroppo però viene convertito soltanto in parte, e questo è il problema per quelli che mangiano solo oli vegetali, semi di lino, noci, mandorle, verdure in foglia, eccetera (che sono più o meno ricchi di acido linolenico), perché spesso non sono in grado di convertirlo negli acidi a catena lunga che sono appunto gli EPA e il DHA.
Claudia:
E questo è un processo che fa il corpo?
Dott. Giordo:
Certamente ma il corpo in questo deve essere aiutato perché, per attivare gli enzimi che sono necessari per facilitare questa trasformazione, noi dobbiamo, in qualche modo, correggere la nostra alimentazione, correggere il nostro sistema intestinale che è colui che muove tutto. Oggi, purtroppo, il nostro sistema intestinale è in continuo squilibrio. La così detta disbiosi, termine ormai abusato purtroppo.
Massimiliano:
Visto che può capitare spesso di eccedere con gli omega 6 che si trovano in maggiore quantità mentre gli Omega 3 sono un pochino più complicati da reperire, potrebbe essere una strategia mangiare meno omega 6 per mantenere un equilibrio?
Dott.Giordo:
Sì infatti! Normalmente la proporzione dovrebbe essere di 1 a 2 tra gli omega 6 e gli Omega 3, oggi, purtroppo invece raggiunge anche i 20/25 a 1. Quindi abbiamo un eccesso di omega 6 e questi attivano, attraverso l’acido arachidonico eccetera, tutta una cascata di tipo infiammatorio, fino alle prostaglandine, che dobbiamo cercare di impedire, quindi, diminuendo l’introito di omega 6. Anch’essi sono importanti, in teoria, ma purtroppo il loro eccesso, come succede in tutte le cose, rompe un equilibrio.
Claudia:
Volendo, invece dell’olio di lino, prendere l’olio di canapa che ha sia Omega 3 e Omega 6, in questo caso l’ equilibrio è giusto?
Dott.Giordo:
Sì, ma dobbiamo vedere se l’olio di canapa viene introdotto in un corpo dove un equilibrio non esiste. Se il nostro corpo è sbilanciato verso gli omega 6, anche se noi introduciamo qualche cosa di equilibrato, non è funzionale al suo corretto utilizzo dunque, dobbiamo, in qualche modo, supplementare ancora gli Omega 3, per ridurre il divario o la disproporzione tra omega 6 e omega 3.
Massimiliano:
Tra l’altro gli Omega 3 sono anche termolabili… e tendono a irrancidire molto velocemente… anche l’olio di lino lo si deve prendere da frigo.
Dott. Giordo:
Certo…
Claudia:
Quindi l’olio di lino è più sicuro se c’è questa scompensazione, rispetto a quello di canapa… anche se si ha il giusto equilibrio.
Dott. Giordo:
Certamente!
Massimiliano:
Nell’integrazione di vitamina D anche a dosaggio fisiologico D 10.000 unità, il fabbisogno di magnesio, per un adulto, è superiore a 350/400 milligrammi o bisogna anche superare anche i 430/800 milligrammi, come da studio della Dottoressa Caroline Dean?
Dott. Giordo:
Anche qui dipende dagli individui. Questi parametri sarebbero validi per tutti se fossimo tutti uguali, in realtà siamo completamente diversi l’uno dall’altro. Il magnesio è fondamentale nel nostro corpo: struttura centinaia di enzimi, previene anche l’ipercalcemia, ad esempio, perché il magnesio va in competizione con il calcio e chi prende molta vitamina D, deve assumere, necessariamente, anche il magnesio. I valori sono differenti perché ognuno consuma il magnesio in un modo diverso e quindi ognuno ha bisogno di magnesio, in più o in meno, a seconda della sua situazione particolare, della sua situazione patologica, dei farmaci che prende.
Ci sono dei farmaci, i famosi, ormai diventati quasi famigerati, inibitori della pompa protonica, ad esempio, che sono dei grandi impoveritori di magnesio; gli anticoagulanti sono molto impoveritori di magnesio; gli psicofarmaci!… tutti vanno a impoverire il magnesio. Già la nostra assunzione di magnesio, normalmente, è carente e deficitaria perché il valore nutritivo degli alimenti è talmente calato, negli ultimi 60 anni, che noi non possiamo più assorbire le stesse quantità di magnesio che assorbivano i nostri genitori, i nostri nonni, anche mangiando gli stessi cibi perché i cibi moderni si sono completamente impoveriti. E poi, ripeto, è necessario sapere la condizione patologica e il carico farmacologico che ogni persona assume perché questo può portare a un impoverimento di magnesio e quindi a una necessità molto più grande dei valori consentiti di magnesio, dei soliti 300-400 o 800 MG… potrebbero volerci anche dei dosaggi più alti!
Il magnesio va adattato alla persona che deve utilizzarlo.
Massimiliano:
Per mantenere un perfetto equilibrio Quinton utilizzava l’acqua di mare, in farmacia la troviamo, appunto, come acqua di Quinton. Si può utilizzare come integratore al posto del magnesio e in quale dosaggio giornaliero?
Dott. Giordo:
Allora, sì, è vero, conosco perfettamente gli studi di Quinton. Secondo lui la composizione del mezzo liquido interno – quindi il sangue, la linfa – è praticamente identica fisiologicamente all’acqua di mare. Lui fece anche delle dimostrazioni su dei cani, togliendo, davanti a tutti, una buona parte del sangue. I cani andarono in coma… poi gli infuse dell’acqua di mare – la soluzione ormai chiamata “plasma di Quinton” proprio da quell’esperimento – e questi cani che rinvenivano, erano più arzilli e più vivaci e stavano meglio. Questo per provare che l’acqua di mare, soprattutto nella parte isotonica, cioè quella che ha la stessa pressione osmotica del nostro sangue, può essere tranquillamente assunta perché contiene tanti sali minerali, i cosiddetti sali minerali del mare… e siccome il mare è, come abbiamo ormai letto e saputo, il brodo primitivo da cui derivano le prime cellule, noi conserviamo, grossomodo, nel nostro mezzo interno, nel nostro “medier interieur” – come diceva un famoso scienziato “Claude Bernard”- abbiamo la stessa composizione osmotica dell’acqua di mare e quindi gli stessi principi nutritivi, compreso il magnesio, che, tra l’altro, è molto elevato nella soluzione di Quinton. Quindi effettivamente si può prendere al posto del magnesio, soltanto che ce ne vorrebbe troppa, innanzitutto, e poi è anche molto costosa, perché si trova in fialettine…
Massimiliano:
Diciamo che si trova anche in litro ma è più complicato da reperire. La cosa bella della soluzione di Quinton è che ci sono un sacco di oligoelementi perfettamente equilibrati…
Dott. Giordo:
… molti dei quali sono rari e di cui il nostro corpo ha effettivamente un bisogno fisiologico e biologico ancestrale. Purtroppo però il mare oggi è inquinato… infatti Quinton andava a prenderla nei fondali lontanissimi dove non passavano ovviamente navi, perché sennò oggi, veramente rischieremmo un’ intossicazione da acqua di mare.
Massimiliano:
Infatti quella che viene venduta viene filtrata, non sterilizzata però, perché la sterilizzazione ucciderebbe il fitoplancton che è ciò che dà la vita alle alghe che serve a fare da collettore nei sali minerali.
Claudia:
Sappiamo che il ruolo della vitamina K2 è quello di dirigere il calcio e mandarlo alle ossa e nei denti, qual è il criterio seguito per prescriverla o meno al paziente?
Dott. Giordo:
Normalmente un fabbisogno di vitamina K2 dovrebbe aggirarsi intorno ai 120 microgrammi al giorno, però, spesso, i pazienti hanno bisogno di un dosaggio ulteriore perché la vitamina K2, oltre a far fissare il calcio alle ossa, ha anche la grande capacità di decalcificare i tessuti, per esempio, quando il calcio tende a depositarsi nei reni (provocando calcoli) o ad esempio nei vasi sanguigni, provocando poi quelle che vengono definite “placche aterosclerotiche”.
Ora, certamente una grossa placca aterosclerotica, in un grosso vaso come l’aorta, nessuna vitamina K2 potrà mai rimuoverla, ma i piccoli vasi – che sono quelli più importanti perché sono i piccoli vasi che sono funzionali per la perfusione dei tessuti, per l’ossigenazione dei tessuti – la K2 riesce a decalcificarli e a renderli più elastici. E se i vasi sono più elastici, hanno anche una maggiore portata.
La legge fisica di Poiseuille dice appunto che “la portata di un vaso è corrispondente al tipo di espansione che questo vaso può avere” cioè di elasticità! Questo è fondamentale e lo fa attraverso un’altra proteina – che non è l’osteocalcina – la proteina GLA che ha un’azione proprio decalcificante, quindi questa toglie il calcio dai depositi diciamo vascolari, renali o in vari altri tessuti e, attraverso l’ostocalcina, viene incamerato dall’osso.
Ma poi la K2 ha tante altre qualità, per esempio è stata scoperta un’azione antitumorale. Ci sono alcuni studi che l’hanno provata in vari tipi di tumori, nei linfomi, leucemie, eccetera. Oltre la K2 c’è anche la K3, un’altra vitamina sempre del complesso K, che viene utilizzata insieme alla K2 proprio a scopo antitumorale per il suo effetto anticancro. Ci sono tanti studi anche più recenti degli anni 2000 che dimostrano questa sua proprietà.
Claudia:
La K2 viene calcolata in base alla sua proporzione con la vitamina D o no?
Dott. Giordo:
So che gira su internet questa voce che ci sarebbero delle proporzioni da stabilire tra la K2 e la vitamina D.
Sono delle voci che non si sa da dove derivino, vengono messe in circolazione e poi diventano una specie di regola generale per tutti. Secondo me questo non è assolutamente vero. Si dice, ad esempio, che per ogni 10.000 unità di vitamina D si devono prendere 1000 microgrammi di vitamina K2. Ma allora quelli che fanno il protocollo con alte dosi di vitamina D, dovrebbero prenderne parecchi grammi di vitamina K2. Questo, ovviamente, non è possibile.
E poi, riflettendoci, che cosa fa la vitamina K2? Serve a mobilizzare il calcio dai depositi quindi a non farlo depositare e a farlo assorbire dalle ossa. Ma dal momento che la vitamina D, quando viene utilizzata in quantità elevate, dalle ventimila unità in su’ al giorno, fa assorbire praticamente il 100% del calcio, che uno ne prenda 30.000 unità o che ne prenda 100.000 unità, la vitamina D sempre il 100% di calcio fa assorbire e quindi non è necessario dare una dose industriale di K2. Certamente, in questi casi, non è sufficiente darne 120 microgrammi, infatti, in genere, io ne dò dai 600 ai 900 mcg al giorno che secondo me sono più che sufficienti a prevenire le eventuali complicazioni. Ma poi soprattutto a stabilire la salute dei denti, delle ossa, del cuore e anche del sistema cardiovascolare perché le arterie coronarie sono quelle che sono più soggette alla calcificazione e all’indurimento con deposito di Sali di calcio… e la vitamina K2, si è visto, riesce egregiamente a decalcificare le coronarie e a renderle più elastiche e quindi a far fare bene la loro funzione a livello del cuore.
Claudia:
Quali sono le eventuali conseguenze osservate nel tempo in caso di assunzione molto prolungata di integratori di vitamina D?
Dott. Giordo:
Conseguenze particolari non ce ne sono. Si sa… l’assunzione di vitamina D, in quantità elevate, comporta un assorbimento di calcio molto elevato… e questo calcio, in qualche modo, deve essere gestito. Innanzitutto si gestisce in entrata quindi diminuendo la quantità di cibi contenenti troppo calcio, con una dieta che ne sia povera. Poi, come abbiamo detto, anche attraverso la vitamina K2 che è fondamentale per me.
C’è chi non la usa, avrà i suoi motivi per non usarla, ma secondo me, non c’è nessun motivo razionale per non farlo, soprattutto insieme ad alte dosi di vitamina D – ma secondo me anche assieme a basse dosi!
– Gli unici problemi possono essere dati, col passare degli anni, dal sovraccarico renale, dato che questo calcio viene eliminato, in buona parte, dalle urine… anche perché il protocollo dura molti anni, se non addirittura sempre. Adesso si sta parlando con il dottor Coimbra… anch’io gli ho chiesto, recentemente, se bisogna farlo per tutta la vita questo protocollo o se, magari, dopo un po’ di anni in cui la malattia si è completamente stabilizzata non si possa, in qualche modo, passare a una dose fisiologica per evitare, appunto, il sovraccarico renale… e lui non ha detto né si né no… però, effettivamente, è una cosa alla quale anche lui sta pensando. Del resto lui è da molti più anni di noi che porta avanti questo protocollo quindi ha una visione storica ben maggiore della nostra che sono 4/5 anni che lo applichiamo, lui da 17/18. Quindi diciamo che si presume che il protocollo faccia fare un lavoro abbastanza importante all’apparato renale, questo sì…
Claudia:
A proposito di Coimbra ci puoi parlare sinteticamente del protocollo?
Dott. Giordo:
Il protocollo con alte dosi di vitamina D, detto, appunto, protocollo Coimbra, dal professor Coimbra che lo ha sperimentato per primo, – sperimentato perché in realtà l’uso della vitamina D a dosi elevate era già presente nella letteratura internazionale e Coimbra avuto il merito di rendersene conto e di applicarlo nella pratica; nessuno, prima di lui, aveva mai applicato un dosaggio elevato di vitamina D agli esseri umani – quindi il protocollo è in grado, siccome la vitamina D è un potente ormone immunoregolatore, di fermare la progressione delle malattie autoimmuni cioè di interrompere l’azione autoimmunitaria proprio agendo sui suoi mediatori chimici: le interleuchine 17 e i th17 che sono i linfociti che le esprimono.
Questo è in poche parole il senso del Protocollo Coimbra. Ovviamente, come ho ormai ripetuto più volte, occorre prendere delle precauzioni perché non è una caramella la vitamina D e si deve prendere con una adeguata preparazione, un’adeguata alimentazione: con restrizioni di calcio; un’adeguata idratazione: con acqua povera di calcio che abbia il potere di diluire eventuali piccoli eccessi di calcio e farli eliminare con le urine; un’adeguata attività fisica.
Queste sono tutte regole fondamentali, non opzionali ma obbligatorie per chiunque intenda fare questo protocollo. Il protocollo ha il merito, come dice lo stesso Coimbra, di arrivare a alla remissione della malattia in circa il 95% dei casi. Poi purtroppo ci sono anche qui dei “non responder”, il 5% dei casi in genere.
Ma, ripeto, il 95% dei casi va in remissione!… che non vuol dire guarigione: remissione vuol dire che la malattia si ferma così!

Specifico perché in passato ci sono stati dei malintesi su questo punto e qualcuno ha pensato, ad esempio, che un malato di sclerosi multipla potesse rialzarsi dalla carrozzella, non è così!… i danni, purtroppo, specie quelli neurologici – ma non solo quelli neurologici – quando sono più vecchi e sono ormai strutturati, si possono migliorare, certamente, questo sì!… ma non possono regredire completamente. La remissione quindi ha un senso diverso…
Claudia:
Ma noi abbiamo sentito dei casi dove c’è la guarigione…
Dott. Giordo:
Quelli sono i casi più recenti, io ti ho parlato di un caso inveterato: i casi vecchi, invece i casi più recenti in cui c’è stato, soprattutto nell’ultimo anno, anno e mezzo un peggioramento, con la vitamina D, possono tornare alla situazione precedente, questo sì! Ma è praticamente impossibile che una persona che ha dei danni strutturati ormai da tanti anni, possa tornare alla guarigione, questo lo escluderei… anche se può migliorare.
Claudia:
10.000 unità di D è la dose fisiologica, quando si assume da 20.000 in su si può parlare di protocollo Coimbra?
Dott. Giordo:
Certo, quando si supera la dose fisiologica allora si parla di protocollo Coimbra. Ovviamente con tutti gli altri integratori che sono necessari all’assorbimento e alla funzione della vitamina D… che non agisce da sola ma con l’aiuto di altri integratori.
Claudia:
È vero che il dott. Coimbra punta molto sul magnesio e la vitamina B e indica anche la vit. A? Perché?
Dott. Giordo:
Il magnesio lo abbiamo detto: è un aiuto fondamentale per prevenire l’ipercalcemia proprio per la competizione con il calcio; è un minerale antistress e lo stress è una delle condizioni fondamentalmente negative per tutte le malattie autoimmuni; in terzo luogo c’è una carenza cronica di magnesio. Quindi aumentando l’assorbimento di calcio, si deve aumentare necessariamente anche l’introito di magnesio.
Per quanto riguarda la vitamina B, in particolare la B2 è fondamentale perché è quella che attiva le idrossilasi, cioè fa funzionare degli enzimi che attivano la vitamina D sia a livello renale che a livello epatico ed extrarenale in genere. Senza vitamina B2 purtroppo le idrossilasi non funzionano e quindi la vitamina D non si attiva. Sembra che nel mondo ci sia un 15% di persone della popolazione mondiale che ha una carenza di vitamina B2 o riboflavina e in alcune zone particolarmente come anche la Maremma Toscana, dove io abito, oppure la Sardegna, la Sicilia, alcune altre zone del nord Italia, questa carenza può raggiungere anche il 50%. Questo è un dato fondamentale da conoscere perché senza vitamina B2 la vitamina D può non funzionare perché non si attiva, ecco perché la vitamina B2 è una componente essenziale del protocollo Coimbra… oltre poi alle altre vitamine del gruppo B, specie la B12, l’acido folico o in metilfolato, nel caso che uno abbia, come abbiamo detto prima, quella mutazione genetica del MTHFR.
Più recentemente Coimbra ha parlato di vitamina A… anche questa è molto importante. È una delle vitamine liposolubili quindi necessita di grassi per il suo assorbimento. È presente soprattutto nei grassi animali, mentre i suoi precursori, i carotenoidi, sono invece presenti nei vegetali come le carote, da cui prendono il nome. I precursori della vitamina A però non sempre si trasformano in retinolo cioè la vitamina A attiva, perché i carotenoidi sono assorbiti a livello del tenue dai sali biliari, vengono “esterificati” e quindi diventano esteri degli acidi grassi a catena lunga, vengono trasportati nel circolo linfatico dei chilomicroni del dotto toracico, si riversano nella circolazione sanguigna e poi vanno a nutrire tutti i tessuti. Quindi la vitamina A è un grosso trasportatore, dopo essere stata idrolizzata dal fegato, ma ora non mi voglio perdere in problemi biochimici… quello che voglio dire è che la vitamina A è fondamentale per il cervello, per il sistema nervoso, per l’occhio, per la vista, infatti la grande carenza di vitamina A provocava emeralopia la mancanza di visione notturna…
Claudia:
Un eccesso di vitamina A impedisce l’assorbimento della vitamina D?
Dott. Giordo:
No, perché la vitamina A viene assorbita soprattutto sia per diffusione o per trasporto, la vitamina D invece ha un altro tipo di trasporto attivo quindi sono due cose che non si intersecano tra di loro. Diciamo che la vitamina A bisogna tenerla più a bada della vitamina D perché, un eccesso di vitamina A può essere veramente tossico. Infatti, negli anni ‘50 degli esploratori morirono di intossicazione e pensarono si trattasse di intossicazione da vitamina D, in realtà era da vitamina A, in quanto mangiarono il fegato degli orsi che ne era ricchissimo. Quindi l’intossicazione da A è più verosimile rispetto alla vitamina D che in realtà è meno tossica di quanto si pensi.
Claudia:
Tra magnesio, K2, vitamina D, vitamina A e compagnia ballando qui si finisce col mangiare solo queste cose, ci si imbottisce di tutti questi integratori…
Dott.Giordo:
Il problema è che purtroppo, come dicevo prima, la nostra alimentazione ha perso tutti i suoi valori nutrizionali perché una volta non c’era bisogno di integrare, si stava alla luce del sole e la vitamina D la prendeva, si mangiavano le cose appena colte e si avevano tutte le vitamine B, A, C, tutte. Oggi purtroppo non c’è più nulla di tutto questo, dobbiamo integrarci con tutto ciò che abbiamo detto.
Massimiliano:
Qual è la motivazione per la quale invece la vitamina K2 va integrata? Qual è il problema che non ci consente di avere abbastanza vitamina K2 già di per sé, in noi?
Dott. Giordo:
La vitamina K2 si forma attraverso l’intestino: i batteri intestinali elaborano la vitamina K1 trasformandola in k2. E la K1 dove si forma? Dai vegetali a foglia verde che i nostri antenati mangiavano tranquillamente direttamente dal terreno alla loro bocca e quindi erano ricchissimi di vitamina K1 e K2. Poi la K2, specialmente la mk7, si forma dal natto, una soia fermentata che noi non mangiamo. C’è una popolazione del Giappone che mangia il natto, anzi ne va ghiotta ma per noi è immangiabile perché ha lo stesso sapore della nostra pattumiera rinchiusa in un sacco dopo 7 giorni che rimane chiuso.
Massimiliano:
La carenza di vitamina A è molto diffusa?
Dott. Giordo:
Sì, è abbastanza diffusa anche la carenza di Vitamina A.
Massimiliano:
E se volessimo integrare la vitamina A con gli alimenti?
Dott. Giordo:
La vitamina A vera e propria cioè il retinolo, l’acido retinoico e la retinaldeide, si scioglie nei grassi e si trova soprattutto nei grassi animali, nel fegato degli animali. Poi ci sono i carotenoidi che vengono dai vegetali: a foglia verde, colorati, dalle carote e così via. Sono dei pigmenti che hanno un’azione antiossidante anche loro però, oltre ad avere un’azione diretta, hanno anche un’azione di precursori del retinolo. Ma non è detto che tutti i carotenoidi possano essere trasformati in vitamina A, ci vogliono dei meccanismi enzimatici e chimici che il nostro organismo non è sempre capace di attuare, purtroppo questo sempre a causa dei soliti problemi di intossicazione e di disbiosi intestinale. E non si risolve con i carotenoidi sintetici, assolutamente no, perché i carotenoidi sintetici sembra che siano cancerogeni, mentre invece quelli naturali non lo sono anzi fanno bene, hanno un’azione anti cancro.
Claudia:
Ma chi è intollerante al magnesio?
Dott. Giordo:
Il magnesio è un componente fondamentale della nostra cellula, la nostra pompa cellulare ha bisogno del magnesio quindi noi assorbiamo per forza dagli alimenti il magnesio, semmai si può essere intollerante a qualche sale chimico di magnesio.
Allora più che intollerante direi ipersensibile che è una cosa diversa.
Ipersensibilità vuol dire che a questa persona bastano dosi minori di magnesio per evitare magari del gonfiore di pancia, una diarrea o cose del genere. In questo caso deve assumere il magnesio attraverso altre forme, una delle quali è quella che ha detto Massimiliano, quella del plasma di Quinton, completamente assorbibile perché fisiologico.
Claudia:
Io per esempio col cloruro di magnesio, che, dopo il plasma di Quinton, è considerato il top, ho qualche fastidio e adesso sto usando il citrato di magnesio e va benissimo, quindi ognuno deve fare un po’ di esperimenti e trovare quello più adatto.
Dott. Giordo :
Certamente!
Claudia:
Per verificare i valori ematici della vitamina B è sufficiente richiedere la vitamina B12?
Dott. Giordo:
Diciamo che si possono fare anche le singole vitamine. Sono degli esami meno comuni e meno consueti ma si può richiedere anche la vitamina B2, la B1 eccetera…
Claudia :
Ma le più importanti sono la B12 e la B2?
Dott. Giordo :
Sono tutte importanti, anche perché poi, quando si dà una singola vitamina (delle B) in alte dosi – ad esempio ci sono delle condizioni neurologiche come il morbo di Parkinson che richiedono un dosaggio più elevato di vitamina B1 (o tiamina) – ovviamente quando si danno queste dosi alte occorre bisogna dare contemporaneamente anche tutto il complesso B anche se in dosi fisiologiche, perché una vitamina del gruppo B, quando è somministrata in dosi molto più generose, impoverisce l’assorbimento delle altre vitamine del gruppo B e quindi si devono somministrare insieme.
Claudia:
Quindi nel protocollo Coimbra con la vitamina D, bisognerebbe prendere il complesso delle B giusto?
Dott. Giordo:
Certamente!
Claudia:
Anche la vitamina C è molto importante, Coimbra però dice che chi è in protocollo non può assumerne più di un grammo al giorno di C, è corretto? Ti risulta?
Dott. Giordo:
Sì, mi risulta, ma io non sono d’accordo. Il problema si pone soltanto quando la vitamina C viene assunta in dosaggi molto elevati, ma qua si parla di oltre 20 grammi al giorno, allora effettivamente, in un ambiente particolare, può fare precipitare il calcio e quindi può dare dei problemi, ma è molto rara questa cosa. Ci sono degli studi scientifici, che probabilmente devo mandare a Coimbra e farglieli leggere, che hanno dimostrato che ci vuole una dose proprio da cavallo di vitamina C per poter fare precipitare in ambiente acido sia gli ossalati che i sali di calcio.
Quindi, secondo me, si può dare tranquillamente anche a dosi superiori al grammo, senza eccedere ovviamente, ma se si prendono due o tre o quattro grammi al giorno non succede assolutamente nulla, a mio avviso.
Anzi io li dò abbastanza spesso perché la vitamina C è fondamentale.
Claudia:
Anche la Vitamina C ad libitum oppure si deve sospendere per un po’ e poi riprendere?
Dott. Giordo:
Purtroppo il nostro organismo biologico ha perso la capacità di sintetizzare la vitamina C proprio perché, prima, quando i nostri antenati vivevano in natura, ce n’era una tale abbondanza, attraverso frutti freschi, bacche, eccetera, che non c’era bisogno che il nostro organismo la sintetizzasse, pian piano infatti ha perso questa capacità.
Adesso però qualche ricercatore ha detto che noi siamo affetti da una specie di scorbuto – lo scorbuto che dà la mancanza di vitamina C – silenzioso, uno scorbuto subclinico, per cui noi siamo carenti di vitamina C, soprattutto perché il logorio della vita moderna porta a un iper consumo di vitamina C e noi non la integriamo sufficientemente. I cibi non contengono vitamina C o ne contengono pochissima. Gli stessi agrumi, per esempio, un’arancia, se tu la togli da un albero in Sicilia contiene 100 mg di vitamina C, se tu prendi la stessa arancia nel supermercato non arriva neanche a 10.
Massimiliano:
Anche perché non mangiamo frutta matura in pianta, noi essenzialmente mangiamo una frutta che è stata raccolta prima di essere matura, ed è proprio nella fase terminale della maturazione che si formano tutte le vitamine che devono essere all’interno di un frutto…
Dott. Giordo:
Anzi, spesso la maturazione viene indotta con processi chimici durante il trasporto.
Massimiliano:
Se è possibile, quando conosciamo qualcuno che ha frutta matura in pianta, prendiamola. Ovviamente la stragrande maggioranza delle persone vive in città quindi bisogna effettivamente integrare anche per questa motivazione…
Claudia:
C’è qualche vegetale che non è consigliato assumere perché contiene troppo calcio nel protocollo?
Dott. Giordo:
Se uno dovesse essere talebano, meticoloso al massimo, dovrebbe eliminare gran parte delle cose che mangiamo. Ora, a parte le cose più ricche di calcio, come semi di sesamo e alcuni semi oleosi, ma mangiati con moderazione, non c’è bisogno di essere così pignoli! Altrimenti anche il gusto stesso del mangiare viene meno e quello poi si riflette sul tono dell’umore, sullo stress il che è negativo… quindi mangiamo con moderazione, ma senza troppe limitazioni.
Claudia:
Il valore del PTH, come degli ATGA, a volte abbiamo notato che può scendere, allora il PTH può scendere al di sotto del range minimo, però si deve sempre ritornare su, più vicino possibile al Ranger minimo, questo è corretto, giusto?
Dott. Giordo :
Sì, è corretto.
Claudia:
Però come mai a volte, questo l’ho sperimentato anche su me, il PTH e gli ATG salgono e poi scendono, c’è stata un po’ questa altalena, magari una volta, è possibile e da cosa dipende?
Dott. Giordo:
Sono due cose diverse. Il PTH è una cosa e gli anticorpi anti tireoglobulina un’altra. Il PTH è strettamente legato all’alimentazione, è sensibile ovviamente al valore del calcio nel sangue. Se noi abbiamo una quantità discreta di calcio nel sangue, il PTH non ha necessità di essere elevato; la vitamina D fa assorbire il calcio, per questo si abbassa il PTH, aumentando il calcio nel sangue!… però, talvolta, ci sono delle persone che hanno una alimentazione totalmente priva di calcio, in questo caso il PTH tende a salire… “e pure – uno dice – io prendo molta vitamina D, perché questo PTH continua a salire?”… proprio perché è sensibile al calcio. Allora noi dobbiamo cercare di trovare un equilibrio tra un PTH che sia vicino al valore minimo del range, ma che non sia influenzato o dal troppo o dal troppo poco calcio nel sangue: dobbiamo mantenere sempre una alimentazione abbastanza costante perché tutte le fluttuazioni alimentari possono portare a una fluttuazione del PTH.
Claudia:
Quindi anche essendo in protocollo dove è vietato addirittura assumere acqua contenente calcio o i formaggi… anche qui ci deve essere una certa elasticità, per evitare questa fluttuazione…
Dott. Giordo:
Certo, è proprio così. Mentre invece gli anticorpi anti-tireoglobulina sono indici di uno stato infiammatorio. Gli anticorpi cosa fanno? Vanno ad aggredire, infiammando, le strutture tiroidee che possono essere appunto la tireoglobulina, la tireoperossidasi, la tiroide stessa, le cellule della parete tiroidea, i recettori; vanno a bombardare queste strutture cellulari tiroidee. Quando bombardano, gli anticorpi, possono essere più o meno elevati, andare sopra o sotto per questo è fondamentale anche fare, insieme agli anticorpi, anche gli altri indicatori di flogosi come la proteina C reattiva, come la ferritina, il fibrinogeno, cioè tutte cose che testimoniano un’azione infiammatoria. Quando c’è uno stato infiammatorio in atto gli anticorpi ovviamente salgono.
Claudia:
… infiammatorio non solo della tiroide ma anche di gli altri organi
Dott. Giordo:
Esatto! Infatti tutti gli anticorpi della tiroide sono sensibili anche alle altre patologie: allo stato glicemico, al diabete, a tante altre situazioni per cui non testimoniano soltanto un problema della tiroide ma un problema più generale. Il nostro corpo non è fatto a compartimenti stagni è fatto in un “network generale” per cui togliendo qualche cosa da una parte, si scompensa qualcosa dall’altra e allora bisogna cercare di riequilibrarlo, anziché fare come fa la medicina convenzionale che va soltanto a curare il sintomo.
Claudia:
Per far scendere gli ATGA a valori sempre più normali può essere utile integrare il selenio e lo zinco? E quest’ultimo va verificato con un dosaggio perché potrebbe anche essere tossico e pericoloso, è vero?
Dott. Giordo :
Tutto può essere tossico quando è in eccesso effettivamente o può disturbare… Sì, selenio e zinco sono i due elementi fondamentali per il benessere tiroideo…
Massimiliano:
Piano piano ci avviciniamo a questa acqua di Quinton
Claudia:
Deve scendere di prezzo però!
Massimiliano:
Troveremo il modo… perché io conosco persone che la vendono a litri, quindi a costi molto, ma molto più bassi. Poi se la si prende ipertonica, dosandola poi si fa isotonica, da un litro se ne tirano fuori mediamente 3/4, quindi si riesce più o meno a gestire… Bisognerà poi capire come fare il dosaggio, non so Paolo se ha idea…
Dott. Giordo:
Ci dobbiamo studiare!
Claudia:
Sono emersi aggiornamenti importanti sul Protocollo Coimbra, nell’ultimo appuntamento in Sicilia?
Dott. Giordo:
Abbiamo parlato un po’ di tutto, ci siamo aggiornati sul protocollo ma soprattutto sulle problematiche legate al protocollo, ma nulla di particolarmente nuovo. Recentemente abbiamo visto che alcuni pazienti sono preoccupati perché hanno un valore di calcio nelle urine un po’ più elevato del normale, nel senso che normalmente il calcio va dai 100 ai 300 MG nel dosaggio delle urine nelle 24 ore, e quindi quando hanno 350 sono preoccupati assolutamente. Ora Coimbra non ha mai detto che il calcio deve essere per forza assolutamente sotto i 300, è un valore desiderabile, questo sì, ma purtroppo, chi fa un protocollo con alte dosi di vitamina D, è frequente che abbia un calcio nelle urine un po’ più alto della soglia massima… questo però può essere compensato dal fatto che ha una quantità di urine molto più elevata. Se uno fa 3 litri, 3 litri e mezzo di urine – e ho visto gente che fa 5 litri di urine al giorno – anche 350/380 o 400 mg nelle 24 ore non è assolutamente preoccupante, questo volevo dirlo. Poi certo, sul fatto che il protocollo duri tanti anni e che questo possa in qualche modo sforzare i reni, beh come ho detto prima, ne ho parlato direttamente con Coimbra e troveremo una soluzione anche a questo.
Claudia:
Oltre a una grave insufficienza renale, in quali casi la vitamina D è sconsigliata tassativamente?
Dott. Giordo:
Oltre la grave insufficienza renale sinceramente non vedo altri casi in cui possa essere sconsigliata a parte alcune situazioni di iperparatiroidismo, legato a un qualche tumore paratiroideo ma sono casi molto eccezionali, in cui diciamo non ha una controindicazione vera e propria la vitamina D, a parte la grave insufficienza renale.
Claudia:
L’ultima domanda e poi vediamo se ci sono domande degli iscritti. Posso chiederti se tu assumi vitamina D e in che dosi?
Dott. Giordo:
Sì, l’assumo in dosi di 10 mila unità al giorno anche perché, anni fa, quando provai, ero carente… ovviamente assumo anche la K2 e il magnesio.
Massimiliano:
Allora, in un uomo con linfoma di Hodgkin stabile, con integratori ed alimentazione può funzionare bene la coppia vitamina D + K2?
Dott. Giordo:
Sì, benissimo. Sì perché sulla k2… ci sono degli Studi giapponesi: nelle leucemie e nei linfomi hanno un’attività positiva soprattutto insieme anche all’acido retinoico che è la vitamina A. Bisogna fare queste miscele.
Massimiliano:
Donna in gravidanza portatrice di anemia sideropenica con 60 mg di 25 OH-D, prende acido folico e ferro, quante unità di vitamina D deve prendere?
Dott. Giordo:
Lo stato di gravidanza necessita un fabbisogno maggiore di vitamina D, quindi può prendere tranquillamente dalle 5.000 alle 10.000 unità al giorno di vitamina D senza problemi.
Massimiliano:
La degenerazione della tiroide dovuta a tiroidite di Hashimoto può fermarsi e addirittura la tiroide riprendere la funzione con la giusta integrazione?
Dott. Giordo:
Sì, può farlo, a meno che non sia curata con dei farmaci di tipo “soppressivo”, come il classico Eutirox, perché blocca la sua funzione e poi alla fine non si riprende più. È come, ad esempio, per una donna prendere la pillola… cosa fa la pillola anticoncezionale? Blocca l’attività ovarica, così è l’Eutirox: blocca l’attività tiroidea. Se noi protraiamo questa situazione per anni, anni e anni, con l’Eutirox per tutta la vita, alla fine la tiroide non c’è più. Alcuni dicono, molto coloritamente “si secca”!
Massimiliano:
Ci sono delle malattie autoimmuni su cui non funziona questo protocollo?
Dott. Giordo:
No. Il protocollo Coimbra funziona su tutte le malattie autoimmuni perché agisce intervenendo nel meccanismo che genera l’autoimmunità…
Massimiliano:
Anche sulla vitiligine ad esempio?
Dott. Giordo:
Certo, poi ci sono quelli che rispondono meglio e quelli che rispondono peggio… ora la vitiligine presente da 30 anni é più dura a modificarsi… e anche lì non torniamo indietro.
Massimiliano:
Diabete insulino-dipendente potrebbe essere di fondo una mancanza di vitamina D nei bambini?
Dott. Giordo:
Allora il diabete insulino dipendente di tipo 1 è una condizione autoimmune innanzitutto, in cui ci sono degli anticorpi che vanno a distruggere le cellule del langerhans che producono l’insulina, se si interviene tempestivamente entro un anno un anno e mezzo dalla diagnosi di diabete di tipo 1, si può bloccare completamente per sempre l’avanzata del diabete, far durare quella condizione che viene definita “luna di miele” indefinitamente, senza aver mai più bisogno di prendere insulina.
È successo a me in due pazienti che all’inizio della diagnosi di diabete hanno subito fatto il protocollo con la vitamina D e la loro glicemia è sempre rimasta nella norma non è mai andata avanti non hanno mai fatto, ora saranno un paio d’anni che li seguo, non hanno mai fatto una unità di insulina. Purtroppo, quando uno comincia a farla dopo anni, quando il processo infiammatorio ormai ha distrutto completamente le cellule produttrici di insulina, allora si può fare molto meno.
Sempre la stessa storia: prima si interviene, meglio è.
Massimiliano:
Avendo un valore di vitamina D di 32.8 e paratormone intatto di 66, il medico di base mi ha detto di prendere neodidro 0266 mg una capsula al mese…
Dott. Giordo:
Questi dosaggi mensili non servono a nulla. Anzi strano che il medico abbia rilevato la carenza di vitamina D a 32, perché normalmente i medici dicono che a 32 sia normale!… mentre dovrebbero essere minimo 50 ng/ml. I
n ogni caso, prendere l’assunzione mensile non serve perché la vitamina D ha la caratteristica di dimezzare il suo dosaggio ogni giorno quindi se prendi diecimila, il giorno dopo ne hai 5000, dopo due giorni ne hai 2500, dopo 3-4 giorni non hai più nulla per cui quando queste persone fanno nuovamente un dosaggio della vitamina D nel sangue, a distanza dall’assunzione mensile della vitamina D, anche a dosi elevate di 25/50 /100 mila, si vede che sono sempre carenti. Bisogna prendere un’assunzione giornaliera.
Massimiliano:
Il fatto che ci sia quasi sempre negli integratori lo stearato di magnesio, si riesce a trovare anche integratori dove non è presente?
Dott. Giordo:
Lo stearato di magnesio è un eccipiente molto comune che viene utilizzato quindi purtroppo si trova in quasi tutti gli integratori, ma comunque non è quella una fonte di tossicità!
Claudia:
Non è tossico a lungo andare?
Dott. Giordo:
Eh… ma fino a quando avremo bisogno di integratori dobbiamo assumerlo altrimenti dobbiamo prendere il plasma di Quinton!
Claudia:
Paolo tu accetti sia adulti che bambini tra i tuoi pazienti?
Dott. Giordo:
Sì.
Massimiliano:
Un adenoma ipofisario può essere generato da una malattia autoimmune visto che soffro anche di tiroidite di Hashimoto?
Dott. Giordo:
In genere, no, l’adenoma ipofisario ha sempre una base genetica di formazione.
Massimiliano:
Epigeneticamente può essere attivato da qualcosa?
Dott. Giordo:
Epigeneticamente sì, questo sì, da tante altre condizioni di disturbo. Può crescere diciamo in condizioni di disturbo ma il disturbo, a questo punto, è neuro-psico-immuno-endocrino, quindi generale, totale.
Massimiliano:
Intanto grazie per tutto il tempo che ci hai dedicato perché ricordo che il dottor Giordo sta dedicando questo suo tempo gratuitamente. Ora, visto che magari c’è anche qualche medico che in quest’istante è collegato e che magari vuole conoscere meglio il protocollo Coimbra e tutte le virtù della vitamina D, chissà, magari “Alimentiamo la salute” potrebbe organizzare un bel corso a medici tenuto dal dottor Giordo, visto che è così esperto in questa materia e avere più medici che conoscono questo tipo di tematica sarebbe una gran cosa.
Claudia:
I medici di base dovrebbero tutti sapere queste cose perché è grave che non le sappiano.
Dott. Giordo:
Massima disponibilità.
Claudia:
Facciamo un’ultima domanda…
Massimiliano:
I bifosfonati non vanno presi? L’endocrinologo me li ha prescritti e sono scettica.
Dott. Giordo:
I bifosfonati non è che non vanno presi, ma possono avere degli effetti collaterali e sai quali sono? La necrosi della mandibola ma anche le fratture ossee pensa, quelle cose per le quali dovrebbero giovare e per cui sono prescritti, questo è un è un problema.
Massimiliano:
Io direi di lasciare il dottor Giordo, ci saranno sicuramente molte altre domande che sono arrivate ma non possiamo rispondere a tutti, quindi io ringrazio il dottor Paolo Giordo e Claudia per essere stati qui con noi e tutto il gruppo che ci ha sostenuto, che ha condiviso e ha fatto conoscere questa realtà.
Ricordo anche che il dottor Paolo Giordo ha scritto un bel po’ di libri:

… tra l’altro se non ricordo male, Paolo, tu hai fatto anche il corso presso l’Istituto Gerson giusto?

Dott.Giordo:

Esatto! Sono stato lì alla clinica Tijuana in Messico da San Diego andavo tutti i giorni a fare la pratica!

Massimiliano:

Wow fantastico! Bene io direi di salutarci qui… Grazie ancora.

Trascrizione video di a cura di Claudia Criscuolo

Alimentiamo la salute a cura di Massimiliano Diaco

Relatore: Dott. Paolo Giordo
Straordinario contenuto di Valore in cui viene spiegata l’importanza della vitamina D e di come possa essere utile in caso di malattie autoimmuni.
Conoscere per comprendere e fare scelte consapevoli.
  • Per chi volesse avere informazioni sul percorso Detox Revolution si prega di mandare una email a info@alimentiamolasalute.org
  • APPROFONDIMENTO SULLA VITAMINA D SEMPRE CON IL DOTT. GIORDOOltre la Vitamina D Video

Durante l’intervista il dr Giordo ha fatto dei cenni sull’Acqua di Quinton

Ecco cosa ho trovato ed ho assunto per un periodo, circa 5 bottiglie di Marea, in ragione di 20-30 ml. al giorno per integrare i sali minerali.

Plasma Marino MAREA

Please follow and like us:
Pin Share
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: