La carenza di vitamina D causa di aborto ricorrente?

Testo a cura del prof. Claudio Manna pubblicato sul settimanale online Vita che Nasce
Fonte dell’articolo

Bassi livelli della Vitamina D sono stati ritrovati nel 47% di 133 donne con abortività ripetuta e studiate alla Chicago Medical school.

Questo fatto si è visto associato anche ad un aumento di anticorpi antifosfolipidi e di cellule NK rispettivamente segno di aumento di anomalie negli anticorpi contro i tessuti materni e di cellule che sono deputate a svolgere normali funzioni sull’immunità dell’organismo.I ricercatori perciò consigliano che in caso di abortività ripetuta venga valutati i livelli di Vitamina D nel sangue materno.

In caso di deficit viene raccomandato un supplemento precoce di questa vitamina alle future madri. Tale deficit finora era stato riscontrato solo in casi di parto prematuro, gestosi, diabete gestazionale e neonati con basso peso alla nascita.

COMMENTO: Numerosi studi scientifici ormai dimostrano che la vitamina D svolge un ruolo di immunomodulazione nella riproduzione umana compreso il processo dell’impianto dell’embrione.

In considerazione del fatto, che in almeno il 50% dell’abortività ripetuta non si trova una causa, l’infertilità inspiegata rappresenta il 10-15% di tutte le cause e che i fallimenti di impianto nella fecondazione assistita sono molto numerosi, è ragionevole indagare anche il possibile deficit di Vitamina D in tutti questi casi che noi già eseguiamo nei nostri pazienti.

Abbiamo, anzi, notato che questi deficit sono diffusi e poco indagati pertanto li correggiamo quando è necessario.


 

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