Menopausa, una fase della vita promossa a malattia
I Rischi della TOS

INDICE

  1. INTRODUZIONE
  2. RISCHI DELLA TERAPIA ORMONALE SOSTITUTIVA (TOS)
  3. LA MENOPAUSA NON è UNA MALATTIA
  4. CHE COSA è LA MENOPAUSA
  5. SINTOMI E COMPLICAZIONI
  6. COSA FARE
  7. PIANTE CURATIVE
  8. TISANE PER LA MENOPAUSA
  9. TRADUZIONE DI UNO STUDIO
  10. FITOESTROGENI
  11. CIMICIFUGA
  12. SALVIA
  13. ANGELICA CINESE
  14. VITAMINE IN MENOPAUSA

Introduzione

La menopausa compare verso il 51° anno con l’interruzione del ciclo mestruale, dovuto al calo di produzione ormonale.
La medicina farmaceutica affronta la menopausa con un trattamento ormonale sostitutivo, utilizzando una combinazione di estrogeni e progesterone.

«A partire dagli anni ’70 il trattamento estrogenico sostitutivo diviene il caposaldo della “terapia medica” per le donne in menopausa. Purtroppo le conseguenze non erano state ben comprese.

Ora è ben chiaro che il trattamento estrogenico sostitutivo è associato ad un aumento di sviluppo di carcinoma dell’endometrio. (1)
Per contrastare questa associazione le ditte farmaceutiche e i medici cominciarono a raccomandare l’utilizzo combinato di estrogeni e progesterone.
Questa combinazione sembra aver ridotto il rischio di carcinoma endometriale, ma porta ancora con sé il rischio di sviluppare altre neoplasie. (2)
Il tumore più strettamente associato con il trattamento ormonale sostitutivo è il cancro alla mammella dal momento che gli estrogeni svolgono un ruolo decisivo nello sviluppo della maggior parte dei tumori mammari.


RISCHI NOTI

RISCHI DELLA TOS

La terapia ormonale sostitutiva è associata a un aumentato rischio di sviluppare un cancro alla mammella che va dall’1 al 30%. (3-4-5)
Oltre al rischio di cancro, gli estrogeni e il progesterone aumentano il rischio di sviluppare calcolosi biliare e trombosi e sono assolutamente controindicati nei primi mesi di gravidanza.
Alcuni effetti collaterali di estrogeni e progesterone comprendono: nausea, tensione mammaria, sintomi simili alla sindrome premestruale, depressione, epatopatia, aumento dei fibromi uterini, ritenzione idrica, alterazioni glicemiche, cefalea.»(6)

Vien da chiedersi: è necessario assumerli?
Cosa propone in alternativa il Naturalista per risolvere, ad esempio, le fastidiose vampate di calore?
L’attuale medicina tratta la menopausa come una malattia piuttosto che come un normale processo.

Verso i 50 anni rimangono pochi ovuli, finché non vi sono più follicoli da stimolare e si riduce la produzione di estrogeni e progestinici.
In risposta a questa diminuzione, l’ipofisi aumenta la produzione degli ormoni LH (luteinizzante) e FSH (follicolo-stimolante) anche dopo la menopausa, in gran quantità, anche se non vi sono più follicoli da stimolare!
LHF ed FSH stimolano la produzione da parte delle ovaie e delle surrenali di androgeni, che possono essere convertiti in estrogeni ad opera degli adipociti (cellule di tessuto adiposo) di fianchi e cosce! Questi androgeni trasformati sono gli unici estrogeni circolanti naturali in menopausa, ma il livello è inferiore a quello della donna fertile.
La menopausa, normalmente, si manifesta con questi sintomi:

vampate di calore, sudorazione eccessiva, cefalea, vaginite atrofica (secchezza vaginale), infezioni delle vie urinarie, mani e piedi freddi, diminuita concentrazione, smemoratezza, turbe dell’umore (depressione), insonnia, vertigini, irritabilità, nervosismo, palpitazioni cardiache, iperidrosi.

Dr Martino Giorgini – Documenti di libera consultazione su sito

Bibliografia

  1. Rubin G.L., Peterson H.B., Lee N.C. et.al., Estrogen replacement therapy and the risk of endometrial cancer: Remaining controversies. Am J Obster Gynecol 1990; 162: 148-154
  2. Whitehead M.I., Townsend P.T., Davies-Pryse J. et.al., Effects of estrogens and progestins on the biochemistry and morphology of the postmenopausal endometrium, New Engl J Med 1981; 305: 1599-1685
  3. Tavani A., Braga C., et.al., Hormone replacement treatment and breast cancer risk: an age-specific analysis. Canc Epidem Biomark Prey 1997; 6: 11-14
  4. Bergkvist L., Persson I., Hormone replacement therapy and breast cancer. A review of current knowledge. Drug Sof 1996; 15: 360-370
  5. Steinberg K.K., Thacker S.B., Smith S.J., et.al. A meta-analysis of the effect of estrogen replacement therapy on the risk of breast cancer. JAMA 1991; 265: 1985 1900
  6. J.E. Pizzorno Jr., M.T. Murray, , Red Edizioni Trattato di medicina naturale

NON è UNA MALATTIA

La menopausa è una malattia? 

dr Salvo Catania (Oncologo, Chirurgo generale, Senologo)

La menopausa è un cambiamento naturale e non una malattia da combattere in tutti i casi con i farmaci. Purtroppo ogni giorno nella nostra attività oncologica dobbiamo confrontarci con una sottovalutazione dei rischi reali che i farmaci in uso comportano e soprattutto con i vantaggi, molti dei quali inesistenti, che la pubblicità farmaceutica interessata lascia intendere.

Rischi

Le opinioni sono diverse. Sul rischio del cancro della mammella, l’opinione appoggiata da molta pubblicità di parte, sostiene che il rischio non sarebbe provato, perché a fronte di molti studi che lo provano altri non lo provano o addirittura trovano una protezione. Una visione critica degli studi rivela però che quelli migliori sono quelli che evidenziano un certo rischio, soprattutto per trattamenti prolungati, tanto da potersi stabilire in linea di massima un rischio del 2-3% per anno dopo 5 anni di uso (!!).

Alcuni studi sono recentissimi:

per approfondimenti



MENOPAUSA CHE COS'è

Che cosa è la menopausa

Apoteka Natura

La menopausa non è una patologia, ma una situazione fisiologica, seppure delicata, che caratterizza la vita di ogni donna. Comprende profonde modificazioni a livello fisico, ma anche psicologico. Di conseguenza ogni caso va affrontato a sé, in funzione anche della personalità della donna e del suo contesto sociale, familiare e lavorativo.

Lo stato di menopausa si può confermare quando in una donna si manifesta la scomparsa del ciclo mestruale per almeno 12 mesi consecutivi. Questo avviene in seguito alla diminuzione dell’attività ormonale ovarica per esaurimento del patrimonio follicolare (i follicoli sono le strutture che contengono le cellule uovo). Si assiste così al calo della produzione di ormoni estrogenici.

L’arrivo della menopausa dipende principalmente dall’età della donna: si presenta di solito fra i 46 ed i 55 anni e può essere di origine fisiologica, quindi naturale, o iatrogena, ovvero causata da interventi chirurgici o terapie particolari (come quelle antitumorali). Nel caso in cui si manifesti prima dei 45 anni si può parlare di menopausa precoce. Durante una fase iniziale si può assistere a quello che viene definito climaterio, un periodo antecedente la menopausa, ma che si distingue per una serie di manifestazioni fra cui: alterazioni del ciclo mestruale (in termini di irregolarità, variazioni di flusso o perdite intermestruali) o della fertilità, ma anche da tutti quei sintomi che verranno definiti come “precoci”. Il climaterio ha una durata variabile che può andare da qualche mese a diversi anni.


SINTOMI

I sintomi della menopausa

La menopausa coincide con la fine della capacità riproduttiva, ma si tratta di momento naturale della vita di una donna. È necessario informarsi adeguatamente su quali sono le sue manifestazioni e i sintomi principali per comprendere quale strategia attuare per affrontarla nel migliore dei modi: considerarla non come una problematica, ma come un’occasione di salute.

Alcuni sintomi della menopausa possono essere dei veri e propri disturbi capaci di compromettere la qualità di vita della donna stessa. Si manifestano in maniera estremamente variabile e ne soffrono circa il 70% delle donne.

Sintomi precoci:

  • Vampate di calore: compaiono con sudorazione profusa, sensazione di calore intenso soprattutto nel volto e nella parte alta del corpo, aumento della pressione sanguigna, tachicardia. Si tratta di uno dei disturbi con incidenza maggiore e la loro intensità può creare forte disagio nella persona.
  • Insonnia: dovuta a cause psicologiche o perché le vampate compaiono durante il riposo notturno.
  • Disturbi dell’umore: caratterizzati principalmente da ansia e irritabilità, ma correlati anche al contesto emotivo della donna.
  • Secchezza vaginale: l’assenza dello stimolo estrogenico porta anche ad un’alterazione dei tessuti e delle mucose, con conseguente secchezza. Questa può compromettere la vita sessuale della donna in quanto i rapporti, a causa della scarsa idratazione, risultano spesso dolorosi.
  • Disturbi della sessualità: talvolta legati ad un calo del desiderio sessuale.
  • Assottigliamento ed aumento della secchezza della pelle, Riduzione dell’elasticità della cute.

Complicazioni a lungo termine:

Nel tempo il calo della produzione di estrogeni può determinare la predisposizione ad altre complicanze correlate a modifiche di tipo metabolico, in quanto viene a mancare proprio l’azione protettiva esercitata dagli estrogeni. Si possono ad esempio verificare:

  • Alterazioni dei valori di lipidi e glicemia nel sangue.
  • Aumento di peso e della circonferenza addominale (il tessuto adiposo tende ad accumularsi nella zona dell’addome e nel punto vita).
  • Incremento della pressione arteriosa.
  • Demineralizzazione ossea con incremento del rischio di insorgenza di osteoporosi.

COSA FARE

Come affrontare la menopausa

Strategie comportamentali:

  • Dedicarsi ad attività piacevoli, con la famiglia e gli amici, non isolarsi.
  • Condurre un’alimentazione tesa ad evitare l’aumento di peso.
  • Svolgere regolare attività fisica per almeno 30 minuti al giorno. L’esercizio fisico ha effetti benefici generalizzati: dal tono dell’umore, alla salute cardiovascolare e dell’apparato muscolo-scheletrico.
  • Astenersi dal fumo e limitare il consumo di bevande alcoliche. Fumo ed alcol, oltre ad essere importanti fattori di rischio per malattie cardiovascolari, tumori ed osteoporosi, possono anche anticipare ed amplificare tutti i sintomi correlati alla menopausa.
  • Monitorare regolarmente la pressione arteriosa, il profilo lipidico (colesterolo totale, colesterolo HDL e LDL, trigliceridi) e il valore della glicemia.
  • Sottoporsi ai dovuti controlli specialistici come: visita ginecologica, visita senologica, esame di mineralometria ossea computerizzata (MOC).

Terapia ormonale sostitutiva? No grazie: La terapia ormonale sostitutiva (TOS) consiste nell’assunzione di farmaci contenenti estrogeni, da soli o in associazione a progestinici, al fine di compensarne la cessata produzione da parte dell’ovaio. E ne abbiamo visto i rischi.


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PIANTE CURATIVE

Alcune Alternative alle terapie ormonali:

  • Fitoestrogeni: sono complessi di sostanze derivanti da piante e che sono in grado di svolgere un’azione simile a quella degli estrogeni, seppure in maniera meno ampia. Fra i più diffusi ricordiamo gli Isoflavoni derivanti dalla soia. La loro assunzione ha dimostrato di: apportare benefici su tutti i sintomi legati alla menopausa, influenzare positivamente il metabolismo osseo e proteggere il sistema cardiovascolare. La ricerca inerente alle attività di queste molecole è in continua evoluzione, ma studi recenti hanno evidenziato che questi effetti benefici non causano aumento di rischio di tumori della mammella.
  • Cimicifuga Racemosa: pianta officinale impiegata per attenuare tutti i disturbi legati al climaterio: vampate, sudorazione profusa, irritabilità ed insonnia. Il suo utilizzo è supportato da studi scientifici sia dal punto di vista dell’efficacia che da quello della sicurezza, tuttavia se ne sconsiglia l’utilizzo in caso di disfunzioni o problematiche epatiche.
  • A sostegno dell’attività degli Isoflavoni o della Cimicifuga possono essere associate piante quali:
  • LAVANDA (AROMATERAPIA)
  • ANGELICA CINESE (DON QUOAI)
  • BIANCOSPINO
  • ENOTERA
  • FIENO GRECO
  • CUMINO NERO
  • AGRIFOGLIO
  • FINOCCHIO
  • MELISSA
  • GINKGO BILOBA
  • ERBA MEDICA
  • IPERICO
  • GINSENG
  • PIMPINELLA
  • LIQUIRIZIA
  • PASSIFLORA
  • TRIFOGLIO ROSSO
  • GLYCINE SOYA

ALTRE METODICHE


TISANE PER LA DONNA IN MENOPAUSA

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Sono molte le piante efficaci nel trattamento della sindrome della menopausa acuta con diversi meccanismi e vale la pena provarle. Scegli la tua tisana, oppure il mix di erbe “Donna in forma”.

Leggi lo studio qui sotto con la traduzione.

Una revisione dei farmaci erboristici efficaci nel controllo dei sintomi della menopausa (FONTE)
Rahele Kargozar 1, Hoda Azizi 2, Roshanak Salari 3 – PMID: 29403626 PMCID: PMC5783135 DOI: 10.19082/5826

Articolo gratuito sul PMC

TRADUZIONE

Astratto

Background:

La sindrome della menopausa acuta, in particolare le vampate di calore, è uno dei problemi ginecologici più comuni durante la menopausa. A causa degli effetti collaterali della terapia ormonale, i farmaci fitoterapici e complementari sono sempre di grande interesse per le persone nel trattamento e nella gestione dei sintomi e delle complicanze della menopausa.

Obiettivo:

Lo scopo di questo studio era di indagare i meccanismi e gli effetti delle piante medicinali impiegate nel trattamento dei sintomi della menopausa.

Metodi:

questo articolo di revisione è stato realizzato esaminando studi di studi clinici tra il periodo 1994 e 2016. Le parole chiave, che includono menopausa, menopausa, vampate di calore, vampate, erbe e fitoestrogeni, sono state utilizzate per cercare medicinali erboristici utilizzati negli studi clinici per il trattamento dei sintomi della menopausa utilizzando database come PubMed, Medline, Scopus, Google Scholar, SID e Magiran.

Risultati:

i risultati dello studio hanno dimostrato che le piante medicinali, tra cui la salvia (Salvia officinalis), la melissa (Melissa officinalis), la valerina officinalis, il cohosh nero (Cimicifuga racemosa), il fieno greco (Trigonella foenum-graecum), il cumino nero ( Nigella sativa), Agrifoglio (Vitex agnus-castus), Finocchio (Foeniculum vulgare), Enotera (Oenothera biennis), Ginkgo biloba, Erba medica (Medicago sativa), Hypericum perforatum, Panax ginseng, Pimpinella anisum, Liquirizia (Glycyrrhiza glabra), Passiflora incarnata, il trifoglio rosso (Trifolium pratense) e la Glycine soja si sono rivelati efficaci nel trattamento della sindrome della menopausa acuta con diversi meccanismi.

Conclusione: le piante medicinali possono svolgere un ruolo fondamentale nel trattamento della sindrome della menopausa acuta; tuttavia, sono necessari ulteriori studi per rafforzare la loro efficacia nel trattamento della sindrome della menopausa acuta.


FITOESTROGENI

LE PIANTE AMICHE DELLA MENOPAUSA

Anche conosciuti come “Ormoni Bioidentici”

Le piante toniche dell’utero sono quelle che hanno un effetto nutritivo (trofico) sul sistema riproduttivo femminile. La loro azione è dovuta in gran parte al contenuto di vari Fitoestrogeni e alle proprietà di migliorare la circolazione del sangue negli organi femminili.
Le piante contenenti Fitoestrogeni sono state usate da millenni per le stesse situazioni per cui oggi si prescrivono estrogeni. Mentre gli estrogeni, sia sintetici che naturali, comportano dei rischi (tumori) i Fitoestrogeni non hanno effetti collaterali.

«Dati epidemiologici e studi su animali hanno dimostrato che i Fitoestrogeni sono estremamente efficaci nel prevenire il tumore alla mammella, non solo perché competono con i recettori per gli estrogeni, ma anche con altri meccanismo anti-cancro (7-8).
I Fitoestrogeni sono in grado di esercitare effetti estrogenici, ma la loro attività è al massimo pari all’1-2% dell’attività dell’estrogeno (9). Tuttavia, a causa della loro attività, i Fitoestrogeni sono in grado di riequilibrare gli effetti estrogenici.
Se i livelli di estrogeni sono bassi, dal momento che i Fitoestrogeni hanno una qualche attività estrogenica, determinano un aumento dell’effetto estrogenico.

Se i livelli di estrogeni sono alti, dal momento che i Fitoestrogeni legano i recettori degli estrogeni e quindi competono con loro, ci sarà una diminuzione dell’effetto estrogenico (10).
A causa di questo bilanciamento dei Fitoestrogeni sugli effetti dell’estrogeno, è frequente che la medesima pianta sia indicata in condizioni sia di eccesso di estrogeni (per esempio, nella sindrome premestruale) sia di difetto di estrogeni (per esempio, nella menopausa e nelle anomalie mestruali)» (11).

Dr. Martino Giorgini

Bibliografia

  • (7) Adlercreutz H., Mazur W., , Ann, Med 1997; Phyto-oestrogens and Western diseases 29: 95-120
  • (8) Rose D.P., , Nutrition 1992; 8: 47-51 Dietary fiber, phytoestrogen and breast cancer
  • (9) Elghamary M.I., Shihata I.M., , Planta Medica, Biological activity of phytoestrogens 1965; 13: 352-357
  • (10) Tamaya T., et.al.,Inhibition by plant herb extracts of steroid bindings in uterus, liver and serum of the rabbit, Acta Ob Gyn Scand 1986; 65: 839-842
  • (11) J.E. Pizzorno Jr., M.T. Murray, op. cit.

CIMICIFUGA

Cimicifuga

I nativi nordamericani (Indiani) usavano la radice (rizoma) della Cimicifuga (Cimicifuga o Actaea racemosa) nei dolori mestruali (dismenorrea), nel parto e contro il morso dei serpenti (era, infatti, conosciuta col nome di “black snake root”). È stata presente nella Farmacopea statunitense dal 1820 al 1936. I medici naturalistici la usavano nei primi decenni del ‘900 per i disturbi ginecologici, ma anche per i dolori reumatici e muscolari.

Dal 1950 il suo uso è stato ripreso e utilizzato soprattutto come alternativa alla terapia ormonale sostitutiva durante la menopausa. La vasta diffusione che ne è seguita è giustificata dalle prove cliniche, come, ad esempio, sulla sua capacità di regolare gli ormoni femminili (12-13-14-15).

I Fitoestrogeni sono erroneamente considerati da evitare per la loro azione estrogenica, perché si legano ai ricettori degli estrogeni (al posto degli estrogeni), ma la loro attività è inferiore a quella degli estrogeni (mediamente solo 1% dell’attività degli estrogeni), quindi andrebbero considerati in pratica, anche dai medici, come anti-estrogenici! (16)
L’azione della Cimicifuga è simile a quella dell’estriolo, più che dell’estradiolo.

«Mentre l’estradiolo è stato messo in relazione a un aumento del rischio di cancro alla mammella, dell’ovaio e dell’utero (17-18), l’ha un’azione molto più debole e un estriolo più breve tempo di permanenza sui recettori della superficie cellulare rispetto al più potente estradiolo.

I tumori estrogeno-dipendenti non sono stimolati dalla debole azione dell’estriolo. Sul piano fisiologico, l’estriolo esercita i suoi effetti, in primo luogo sulla mucosa vaginale, mentre l’estradiolo li attua principalmente sulla mucosa uterina (19)».

La Cimicifuga ha la stessa azione dell’estriolo, ma «l’effetto della Cimicifuga sui meccanismi regolatori endocrini appare dovuto primariamente a una complessa sinergia di azioni dei suoi costituenti chiave, flavonoidi e derivati triterpenici. I dati indicano che tali composti producono i loro effetti benefici nelle donne in menopausa agendo sull’ipotalamo e sui centri vasomotori….
Molti sintomi della menopausa e, in particolare le vampate di calore, sembrano essere il risultato di un’alterata funzione dell’ipotalamo. L’ipotalamo è responsabile del controllo di molte funzioni tra cui: temperatura corporea, metabolismo di base, sonno, risposta allo stress, libido, umore, rilascio di ormoni dell’ipofisi.
Le endorfine sono un elemento critico per il funzionamento dell’ipotalamo. Si ritiene che molti rimedi naturali esercitino i loro effetti benefici incrementando il rilascio di endorfine».(20)
Diversamente dagli estrogeni, la Cimicifuga non varia la secrezione della prolattina e dell’ormone follicolostimolante (FSH).

La vampate di calore sono causate da una improvvisa secrezione dell’ormone luteinizzante (LH) nel sangue da parte dell’ipofisi. Gli effetti endocrini regolatori della Cimicifuga vengono esercitati anche sull’ipofisi oltre che sui recettori degli estrogeni.

Il Fitocomplesso della Cimicifuga contiene almeno tre diversi componenti:

  • un componente che agisce sull’ipofisi impedendo la secrezione dell’LH
  • un componente che si lega a recettori degli estrogeni
  • un componente che agisce sull’ipofisi impedendo la secrezione dell’LH e si lega anche ai recettori degli estrogeni.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) riconosce l’efficacia della Cimicifuga per trattare i sintomi della menopausa (21).

«Contrariamente all’estradiolo, la Cimicifuga non ha mostrato di stimolare la crescita di cellule tumorali in vitro migliora anche la circolazione sanguigna… Non presenta effetti collaterali, neppure a dosaggi elevati e per periodi di tempo abbastanza lunghi». (22)

«Studi in vivo e in vitro hanno segnalato una probabile attività estrogenica selettiva con effetto agonista a livello del sistema nervoso centrale e del tessuto osseo e antagonista a livello dell’endometrio, della vagina e della mammella, prospettando così per la Cimicifuga un’azione simile a quella esercitata dai modulatori selettivi degli estrogeni.
Le turbe dell’umore, la secchezza vaginale e le manifestazioni concomitanti – prurito, dispareunia (23), infiammazione pelvica – legate alla caduta della concentrazione ematica di estrogeni, sono migliorate dall’azione della pianta. Sembra inoltre che gli estratti della pianta agiscono alleviando i sintomi neurovegetativi della menopausa e determinando un’azione favorevole sulla densità minerale ossea senza stimolare l’endometrio». (24)

Oltre che per i disturbi della menopausa, compresa l’atrofia vaginale, la Cimicifuga è indicata: nell’insufficienza ovarica, dopo ovariectomia o isterectomia; nei disturbi premestruali, amenorrea e dismenorrea, polimenorrea, fibromi uterini, mastopatia fibrocistica; nel ronzio delle orecchie (acufeni) di origine nervosa. Gli estratti di Cimicifuga hanno, infatti, azione calmante a livello del sistema neurovegetativo. (25-26-27-28-29-30)

La maggior parte delle persone riferisce benefici notevoli entro 4 settimane dall’inizio dell’assunzione di Cimicifuga.
Dopo 6-8 settimane la maggior parte giunge alla completa risoluzione dei sintomi. (24)

«I risultati degli indici standard dei sintomi della menopausa hanno indicato un’evidente efficacia terapeutica dell’estratto di Cimicifuga rispetto a tutti i farmaci».

BIBLIOGRAFIA

  • (12) Harnischfeger G., Stolze H., Proven active substances from natural materials. Black snake root. Notabene Medici 1980; 10: 446-450
  • (13) Jarry H., Harnischfeger G., Studies on the endocrine effects of the contents of Cimicifuga racemosa. I. Influence on the serum concentration of pituitary hormones in ovariectomided rats. Planta Med 1985; 51: 80-83
  • (14) Jarry H., Harnischfeger G., Studies on the endocrine efficacy of the constituents of Cimicifuga racemosa: II. In vitro binding of constituents to estrogen receptors. Planta Med 1985;51:291-296
  • (15) Düker E.M., et.al., Effects of extracts from Cimicifuga racemosa on gonadotropin release in menopausal women and ovariectomized rats, Planta Medica 1991; 57: 420 424
  • (16) Miksicek R.J., , Commonly occurring plant flavonoids have estrogenic activity Molecular Pharmacology 1993; 44: 37-43
  • (17) Tzingounis V.A., Aksu, M.F., Greenblatt R.B., Estriol in the management of the menopause, JAMA 1978; 239: 1638-1641
  • (18) Lemon H.M., Pathophysiologic considerations in the treatment of menopausal patients with oestrogens; the role of oestriol in the prevention of mammary carcinoma. Acta Endocrinol 1980; 233: 17-27
  • (19) J.E. Pizzorno Jr., M.T. Murray, op.cit.
  • (20) Ibidem.
  • (21) WHO, , Volume 2. World Healt monographs on selected medicinal plants Organization, Geneva 2002.
  • (22) Francesco Perugini Billi, Edizioni Junior “Manuale di Fitoterapia
  • 23 Dolore che la donna sente durante il rapporto sessuale
  • 24 Enrica Campanini, , Tecniche Nuove Dizionario di fitoterapia e piante medicinali
  • 25 Stolze H., , Ginecology 1982; 3: 14-16 An alternative to treat menopausal complaints
  • 26 Warneke G., , Med Influencing menopausal Symptoms with a phytitherapeutic agent Welt 1985; 36: 817-874
  • 27 Stoll W., :Phytopharmacon influences atrophic vaginal epithelium double-blind study: Cimicifuga vs estrogenic substances, Therapeuticum 1987; 1: 23-31
  • 28 Bruker A., , Med Welt Essay on the Phytotherapy of Hormonal Disorders in Women1960; 44: 2331-2333
  • 29 Schildge E., Essay on the treatment of premenstrual and menopausal moods swings and depressive states, Rigelh Biol Umsch 1964; 19(2): 18-22
  • 30 Garlich N., , Arztl Prax 1962; 14: Treatment of ovarian disorders in general practice 1742-1743

Dr. Martino Giorgini


SALVIA

SALVIA OFFICINALIS

BENEFICI:

Le foglie di salvia contengono numerose altre sostanze come i tannini, gli oli essenziali, flavoni, acidi fenoli, diterpeni e triterpeni. [1]

Tutte queste molecole contribuiscono ai benefici della pianta: le proprietà della salvia, infatti, spaziano dalla riduzione della sudorazione, al rimedio per il mal di gola, al miglioramento della regolarità del ciclo mestruale, al miglioramento della digestione, fino al miglioramento delle capacità mentali [2]. Vediamo quindi insieme nel dettaglio a cosa serve la salvia.

  • Appetito e digestione
    La salvia può essere considerata un ottimo rimedio digestivo in quanto gli oli essenziali in essa contenuti rilassano la muscolatura dell’apparato gastrointestinale dell’uomo, migliorando di conseguenza la digestione. Inoltre la presenza di sostanze amare contribuisce a stimolare l’appetito.
  • Prestazioni cognitive
    In diverse ricerche è stato studiato l’effetto della salvia sulle capacità cognitive e sull’umore. Tali studi mostrano un risultato benefico della salvia sulle prestazioni cognitive e in particolare sul miglioramento della memoria. Questi benefici della salvia sono evidenti sia in persone sane, sia in persone con deficit cognitivi e ci sono alcuni iniziali risultati promettenti nella malattia di Alzheimer [3][4].
  • Azione antinfiammatoria
    Tra i benefici della salvia troviamo la sua azione antinfiammatoria e antisettica. Per questo motivo tale pianta risulta utile nelle infiammazioni delle vie respiratorie, così come in quelle del tratto gastrointestinale. Inoltre, sotto forma di impacchi, la salvia risulta utile nel caso di ferite.
  • Apparato riproduttivo femminile
    Tra le proprietà curative della salvia una delle più conosciute è il suo effetto sull’apparato riproduttivo femminile in quanto svolge un’azione simil-estrogenica. Per questo motivo la salvia si adatta a tutti i casi di flusso mestruale scarso e di irregolarità mestruali. Inoltre è ampiamente utilizzata nella donna in menopausa soggette a vampate, soprattutto notturne in quanto la salvia sembra avere un effetto diretto sui centri del sudore, riducendo la sudorazione e l’eccessiva salivazione.

Fonte: VIVERE SANO

Bibliografia

Puoi staccare le foglie di Salvia ed anche i fiori in primavera dalla tua pianta in giardino, per prepare una tisana, oppure acquistare dei buoni prodotti erboristici.

Della Salvia si può usare tutta la pianta, il fiore e le foglie in formato di Tisana o di Estratto Analcolico.

Tisana di Salvia

ERBE DI MAURO

CODICE SCONTO : 73DTMQZ1

Come preparare l’Infuso:
Lascia riposare per 8-10 minuti un cucchiaino di salvia essiccata in una tazza d’acqua calda bollente (circa 250 ml), avendo cura di coprirla con un coperchio o un piattino. Dopo di che filtra e bevi la tisana finché calda. Usala per 1-2 volte al giorno.

Perché sia efficace le foglie di salvia e la tisana non deve mai entrare in contatto con qualcosa di metallico (ferro, rame, alluminio, ecc.).


Estratto di Salvia

Giorgini

La salvia contrasta i disturbi della menopausa e promuove la regolarità del processo di sudorazione. Inoltre, favorisce la funzione digestiva e l’eliminazione dei gas intestinali, coadiuva il benessere di naso e gola, svolge una benefica azione antiossidante e agisce come tonico per contrastare la stanchezza fisica e mentale.

Modo d’uso:
Si consiglia l’assunzione di 10 mldiluiti in un bicchiere d’acqua, da una a tre volteal giorno in qualunque momento (da 10 a 30 ml al giorno). Se desiderato, la dose giornaliera può essere diluita in una bottiglia d’acqua da consumare nell’arco della giornata.
Agitare prima dell’uso. Misurino graduato incluso nella confezione.
Conservare il prodotto fuori dal frigorifero anche dopo l’apertura.

INTEGRATORI MISTI

Menopausa Control PlusMenopausa Control Plus

Dr. Giorgini – 80 pastiglie

Si consiglia l’assunzione di 4 pastiglie una o due volte al giorno in qualunque momento (da 4 a 8 pastiglie al giorno).

Il prodotto contiene:
Cimicifuga (Cimicifuga racemosa) rizomi E.S., Cardo Mariano (Silybum marianum) frutti E.S. (titolato all’80% in silimarina), (L-)istidina, Glutatione ridotto, SAMe (S-adenosil metionina disolfato tosilato), soia (Glycine max) semi E.S. (titolato al 40% in isoflavoni), GammaOrizanolo, Potassio Ioduro.


ANGELICA CINESE

Angelica cinese DONG QUAI

In Asia, l’Angelica (Angelica sinensis), dong-quai, è considerata il rimedio “femminile”, seconda per fama forse al Ginseng (Panax ginseng), considerato il rimedio “maschile”. Da migliaia di anni in Cina, l’Angelica cinese, è coltivata, a scopo medicinale, per una grande varietà di problemi femminili: dismenorrea, amenorrea, metrorragia, disturbi della menopausa, per garantire una gravidanza sana e un parto regolare.
Inoltre, è impiegata per trattare anemia, ferite, artrite, emicrania (32-33).

A differenza di altre piante, non si sono effettuate ricerche su principi attivi isolati, ma su estratti delle radici. Molte sono state le attività dimostrate: fitoestrogenica, ipotensiva, analgesica, antiallergica, immunomodulante, antimicrobica, ed effetti cardiovascolari e rilassanti la muscolatura liscia.
I fitoestrogeni contenuti nell’Angelica cinese hanno un’attività molto inferiore a quella degli estrogeni animali (0,25%), ma competono attivamente per i siti di legame, risultando nel complesso anti-estrogenici.

Se i livelli estrogenici sono bassi, i fitoestrogeni esercitano comunque una certa attività estrogenica; se sono alti riducono l’attività estrogenica, occupando i siti degli estrogeni.
L’Angelica cinese tratta sia i disturbi da carenza di estrogeni sia quelli causati da un loro eccesso!

Cura tutti i disturbi femminili:

  • dismenorrea, amenorrea, metrorragia, mestruazioni irregolari, garantisce la gravidanza sana e un parto regolare, tutti i disturbi della menopausa (specialmente le “caldane”) e il ronzio alle orecchi provocato da insufficienza circolatoria. È un tonico dell’utero e un tonico per le donne che hanno un flusso abbondante.
  • Anche se non è molto nota per questa proprietà, l’Angelica cinese ha una notevole azione ipotensiva (34) dovuta soprattutto all’attività vasodilatatrice coronarica, spasmolitica e di inibizione dell’enzima AMP-ciclico. L’azione è simile a quella dei farmaci che fosfodiesterasi (35) bloccano i canali del calcio.

Altre attività dell’Angelica cinese sul sistema cardiovascolare sono l’effetto inotropo negativo e antiaritmico (36).

Le sostanze che bloccano i canali del calcio rilassano anche la muscolatura liscia. Infatti, da sempre l’Angelica cinese è stata usata per trattare gli spasmi intestinali e i crampi uterini.
L’azione rilassante la muscolatura liscia dei vasi sanguigni spiega anche la sua azione ipotensiva e sulla muscolatura liscia bronchiale contro l’asma.
L’Angelica cinese ha dimostrato azione anti-dolorifica e leggermente tranquillante in studi su animali (37-38-39).

«In uno studio, l’azione analgesica è risultata 1,7 volte superiore a quella dei salicilati (37). La sua attività analgesica, unita a quella rilassante della muscolatura liscia va a sostengo del suo impiego storico in condizioni patologiche quali i crampi uterini, i traumi, le cefalee e l’artrite» (40).
La fitoterapia cinese e giapponese usa l’Angelica per prevenire e trattare le allergie a svariate sostanze (polline, polvere, pelo animale, alimenti…)41-42.
Ha la capacità di inibire le IgE in maniera selettiva. Poiché i livelli di IgE nelle persone con malattie atopiche sono fino a10 volte più alti della norma, l’Angelica cinese può ridurre questi anticorpi in eccesso.
Gli estratti di Angelica cinese contengono anche dei composti cumarinici che hanno mostrato attività immunostimolante sia in persone sane sia in quelle malate di cancro (43- 44).
Si è visto che le cumarine stimolano i macrofagi e aumentano la fagocitosi (45).
Si ritiene che tale attività offra una protezione significativa contro le metastasi e la crescita delle cellule tumorali. In seguito alla somministrazione di cumarina, si dice che i macrofagi sono “attivati” e dunque capaci di entrare nel tumore, dove può avere luogo una distinzione specifica delle cellule tumorali (46-47).
I composti cumarinici dell’Angelica e i polisaccaridi hanno un’attività immunomodulante. Si è dimostrato che possiedono un effetto mitogenetico sui linfociti B, attivano la produzione di interferone, agiscono da antitumorali e promuovono l’attivazione del complemento (sia attraverso la via classica che quella alternativa).

Dr Martino Giorgini – Documenti di libera consultazione su sito

BIBLIOGRAFIA

  • 31 J.E. Pizzorno Jr., M.T. Murray,op.cit.
  • 32 Duke J.A. . Boca Raton, FL: CRC Press. 1985: Handbook of medicinal herbs
  • 33 Duke J.A., Ayensu E.S. . Algonac, MI: Reference Medicinal plants of China Publications. 1985: p 74-77
  • 34 Hikino H. , Econ Med Plant Res 1985; Recent research on Oriental medicinal plants 1: 53-85
  • 35 Thastrup O., Fjalland B., Lemmich J. , Coronary Vasodilatory Spasmolytic and cAMP Phosphodiesterase Inhibitory Properties of Dihydropyranocoumarins and Dihydrofuranocoumarins. Acta Pharmacol et toxicol 1983; 52: 246-253
  • 36 Hikino H. Recent research on Oriental medicinal plants, Econ Med Plant Res 1985;
  • 37 Yoshiro K. . Bull Oriental The physiological actions of Tang Kuei and Cnidium Healing Arts Inst. USA 1985;10:269–278.
  • 38 Tanaka S., et. al. Anti-nociceptive (antidolorifico) substances from the root of Angelica acutiloba, Arzneim Forsch 1977; 27: 2039-2045
  • 39 Tonak S., et. al. Effects of “toki” (Angelica acutiloba kitawaga) extracts on writhing and capillary permeability in mice (analgesic and anti-inflammatory effects). Yakugaku Zasshi 1071; 91: 1098-1104
  • 40 J.E. Pizzorno jr., M.T. Murray, op. cit.
  • 41 Hikino H. Recent research on Oriental medicinal plants, Econ Med Plant Res 1985; 1: 53-85
  • 42 Sung C. P., Baker A. P., Holden D.A. et al. Effects of Angelica polymorpha on reaginic antibody production. J Natural Products 1071; 45: 398-406
  • 43 Cosley-Smith J.R. . The actions of benzopyrenes on the blood-tissue-lymph system Folia Angiol 1976; 24: 7-22
  • 44 Berkarda B., et al. The effect of coumarin derivatives on the immunological system of men. Agents Action 1983; 13: 50-52 Yoshiro K. The physiological actions of Tang Kuei and Cnidium. Bull Oriental
  • 45 Healing Arts Inst. USA 1985;10:269–278.
  • 46 Ogno N, Matsumoto S.I., Suzuki I. et al. Biochemical characterization of a mitogen obtained from oriental crude drug, tohki (Angelica acutiloba Kitawaga). J Pharm Dyn 193; 6: 903-912
  • 47 Kumazawa Y., Mizunoe K., Otsuka Y. Immunostimulating polysaccharide separated from hot water extracts of Angelica acutiloba Kitowaga (Yamato tohki). Immunology 1982; 47: 75-83;

VITAMINE IN MENOPAUSA

INTEGRATORI AMICI DELLA MENOPAUSA

Alcuni nutrimenti hanno mostrato effetti benefici sulle vampate di calore e la vaginite atrofica, in studi clinici:
Vitamina E, Esperidina insieme alla Vitamina C, Gamma-orizanolo, Ginkgo biloba e Rubus idaeus.

Vitamina E

Alla fine degli anni 40 molti studi clinici dimostrarono che la vitamina E alleviava le vampate di calore (55-56-57), ma tali studi hanno avuto uno scarno seguito.
In uno studio, la vitamina E migliorava non solo i sintomi, ma anche l’aumento di apporto ematico alle pareti vaginali.
Uno studio pubblicato nel 1949 dimostrava che la vitamina E era efficace nel 50% delle donne in menopausa con vaginite atrofica e altre forme di vaginite.

Esperidina e Vitamina C

L’Esperidina (un flavonoide) insieme alla vitamina C può essere utile nel migliorare le vampate di calore.
Come altri flavonoidi, l’esperidina è nota per la capacità di migliorare la permeabilità capillare (chiamata “vitamina P” per questo motivo) e migliorare l’integrità dei vasi sanguigni.
Questa azione si svolge con la vitamina C che è necessaria per la sintesi del collagene (costituente basale delle pareti vasali).

Gamma-orizanolo

Anche il Gamma-orizanolo è utile per trattare le vampate di calore. Agisce direttamente sull’ipofisi per aumentare il rilascio di endorfine da parte dell’ipotalamo. (58-59)
In uno studio recente 300 mg di gamma-orizanolo al giorno hanno mostrato un miglioramento dei sintomi nell’85% delle donne.
Il gamma-orizanolo è una sostanza di origine naturale e sicura. Negli studi clinici e sperimentali non si sono visti effetti collaterali anzi, oltre a migliorare i sintomi della menopausa, abbassa colesterolo e trigliceridi (60).

Ginkgo biloba

L’estratto delle foglie di Ginkgo biloba è indicato in menopausa per la sua azione sulla circolazione: riduce la permeabilità capillare, attiva la circolazione cerebrale e periferica, impedisce la formazione di trombi e l’aggregazione delle piastrine, tonifica le vene, ed è antiallergico e antiossidante (61).

Può essere utile per eliminare i vuoti di memoria, ma anche per le mani e i piedi freddi (62-63-64), aumenta la circolazione cerebrale, l’utilizzo del glucosio da parte delle cellule cerebrali e la trasmissione del segnale nervoso. La memoria è basata proprio sulla velocità della trasmissione
dell’impulso nervoso.
La maggior parte delle persone ne trae benefici già nelle prime 2-3 settimane.

Gemmoderivati

I giovani getti freschi di Rubus idaeus (Lampone) mostrano un tropismo elettivo nei confronti dell’apparato genitale femminile e dell’asse ipofisi-ovaio. È un riequilibrante dei disturbi ormonali femminili dal menarca alla menopausa.

«Rubus idaeus è il gemmoderivato del blocco reticolo endoteliale. È il rimedio indicato in: menorragie della pre menopausa da iperplasia endometriale, amenorrea secondaria e da menopausa precoce e/o iatrogena, cisti ovarica e micropolicistosi dell’ovaio, fibroma uterino, mastopatia fibrocistica, metriti e/o vaginiti, turbe della libido, frigidità, senescenza femminile…» (65).

Dieta

Si consiglia di aumentare i cibi contenenti fitoestrogeni come soia, finocchi, sedano, prezzemolo, olio di semi di lino, noci e semi.

Dr Martino Giorgini – Documenti di libera consultazione su sito

BIBLIOGRAFIA

  • 55 Christy C.J. Am J Ob Gyn 1945; 50: 84-87 Vitamin E in menopause.
  • 56 McLaren H.C. . Br Med J 1949; ii: 1378-1381 Vitamin E in the menopause
  • 57 Finkler R.S. . J Clin Endocrinol Metab The effect of vitamin E in the menopause 1949; 9: 89-94
  • 58 Murase Y., Iishima H. Clinical studies of oral administration of gamma-orizanol on climateric complaints and its syndrome. Obstet Gynecol Prac 1963; 12: 147-149
  • 59 Iishima H. Effect of gamma-orizanol on serum lipid peroxide levels and climateric disturbances. Asia Oceania J Obstet Gynecol 1984; 10: 317
  • 60 Yoshino G., et al. . Current Effects of gamma-orizanol on hyperlipidemic subjects Ther Res 1989; 45: 543-552.
  • 61 Francesco Perugini Billi, , Edizioni Junior. Manuale di fitoterapia
  • 62 Kleijnen J., Knipschild P., . Lancet 1993; 340: 1136 Drug profiles – Ginkgo biloba 1139
  • 63 Bauer U.Six-month double-blind randomized clinical trial of Ginkgo biloba extract versus placebo in two parallel groups in patients suffering from peripheral arterial insufficiency. Arzneim Forsch 1984; 34: 716-721
  • 64 Rudofsky V.G. The effect of Ginkgo biloba extract in cases of arterial occlusive disease. A randomized placebo controlled, double-blind crossover study. Fortsch Med 1987; 105: 397-400.
  • 65 Fernando Piterà, , Ed De Ferrari Compendio di gemmoterapia clinica

 


Liberatoria (Disclaimer)

Dichiarazione di non responsabilità: questo articolo non è destinato a fornire consulenza medica, diagnosi o trattamento.
Vitamineral non si assume responsabilità per la scelta degli integratori proposti eventualmente nell’articolo.


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