TIROIDE e Paratiroide in relazione alla carenza di Vitamina D

Raccolta di studi e ricerche per il Gruppo Vitamina d

a cura di Morena Pantalone

i link di approfondimento conducono principalmente ai post del gruppo Vitamina D – Magik D, quindi visibili solo agli iscritti.

I sintomi nelle patologie della tiroide: quali sono i segnali d’allarme?

I sintomi delle malattie della tiroide sono aspecifici, ovvero comuni a molte patologie, perciò è talvolta difficile individuare e identificare un problema come dovuto a una disfunzione della tiroide.
Tuttavia gli eventuali campanelli d’allarme vanno in ogni caso ascoltati e analizzati rivolgendosi al medico di famiglia; in caso questi ritenga necessario approfondire, prescriverà di effettuare dosaggi ormonali per valutare il corretto rilascio degli ormoni tiroidei. Spetterà infine all’endocrinologo interpretare e investigare eventuali risultati poco chiari.

Scopri i sintomi delle patologie della tiroide

Tra i sintomi più comuni di tiroiditi e problemi alla tiroide, ci sono:
  • Alterazioni del peso
    Gli ormoni tiroidei influenzano il metabolismo di grassi e carboidrati e il corretto funzionamento dell’apparato digerente. Un alterato funzionamento della ghiandola tiroidea si riflette quindi sul peso corporeo. In particolare, in situazioni di ipotiroidismo, si verifica un aumento di peso nel 57% dei casi, dovuto a una riduzione dell’attività metabolica e alla ritenzione di liquidi. Nell’ipertiroidismo, invece, il 52-85% dei soggetti vanno incontro a un aumento del metabolismo e a un sensibile dimagrimento.
  • Debolezza e stanchezza
    Astenia e adinamia, ovvero perdita di energia e forza muscolare, sono spesso sintomi di un cattivo funzionamento della tiroide. Questi sintomi, infatti, sono presenti nella quasi totalità delle patologie dovute a carenza di ormoni tiroidei (ipotiroidismo) e si manifestano, in percentuale inferiore, anche nei soggetti ipertiroidei.
  • Alterazioni della sfera psico-intellettiva
    I segnali relativi sono molto aspecifici, quindi vanno valutati con prudenza e attenzione, tuttavia si può affermare che ai casi di ipotiroidismosono spesso associati disturbi della memoria, sonnolenza, difficoltà di concentrazione, pensiero rallentato, scarso rendimento scolastico o lavorativo. Nell’ipertiroidismo, invece, sono frequenti insonnia, nervosismo e sbalzi di umore.
  • Intolleranza caldo e freddo
    La produzione dell’ormone tiroideo T3 è molto importante nella termoregolazione e nell’adattamento al freddo e al caldo ambientale. I soggetti colpiti da ipotiroidismo sono nel 90% dei casi intolleranti al freddo, mentre viceversa le persone con eccessiva produzione ormonale tiroidea presentano un’elevata sensibilità al caldo in percentuali variabili tra il 40 e il 90%.
  • Disturbi intestinali
    Gli ormoni tiroidei svolgono un’azione stimolante sulla muscolatura intestinale. In caso di ipertiroidismo si ha quindi un aumento delle contrazioni intestinali, con produzione di feci non formate. Al contrario, in situazioni di insufficienza ormonale (ipotiroidismo), può manifestarsi stipsi (con frequenza intorno al 60% dei casi).
  • Secchezza della pelle e fragilità delle unghie
    La cute, le unghie e i capelli, sono tra le prime parti del corpo a essere interessate da eventuali squilibri degli ormoni tiroidei. Nel 97% delle persone affette da ipotiroidismo la superficie cutanea è fredda, secca e ruvida e le ferite tardano a rimarginarsi, mentre nel 76% dei casi le unghie sono fragili e crescono lentamente e i capelli appaiono deboli e opachi.
    Nelle situazioni di Ipertiroidismo, invece, la cute si presenta umida e calda e anche in questo caso si manifestano alterazioni degli annessi cutanei come capelli e unghie (20-40%).

Tiroiditi: classificazione

Tiroiditi acute e subacute

    • Acuta (batterica)
    • Subacuta granulomatosa (di De Quervain)
    • Silente: Sporadica Post-partum
    • Amiodarone-indotta tipo II
    • Attinica Tiroiditi croniche
    • Cronica linfocitaria:
      – Con gozzo (di Hashimoto)
      – Atrofica (mixedema idiopatico dell’adulto)
      – Giovanile Focale
    • Invasiva fibrosa (di Riedel)

Tiroiditi autoimmuni: classificazione (Croniche)

    • con gozzo (di Hashimoto)
    • atrofica (mixedema idiopatico dell’adulto)
    • giovanile
    • focale Transitoria
    • sporadica o silente o indolore
    • post-partum

VITAMINA B12 E TIROIDE

Vitamina B12: un suo deficit aggrava i sintomi di ipotiroidismo, in particolare: – depressione – astenia – affaticamento – disturbi della memoria e del sonno. L’ipotiroidismo è causa di deficit di vitamina B12 e acido folico, che portano all’innalzamento dell’Omocisteina. I livelli di vitamina B12 andrebbero tenuti verso i valori massimi nei soggetti ipotiroidei.

SELENIO E TIROIDE

200 microgrammi/die, il SELENIO è importante per l’attivazione dell’enzima di conversione (deiodasi) di T4 in T3 a livello tissutale. Il selenio è in grado anche di correggere i danni del sale iodato sulla tiroide. Il selenio ha un effetto antiossidante e protettivo sulla cellula, è in grado di antagonizzare il danno cellulare in corso di tiroidite cronica. In soggetti con tiroidite autoimmune si assiste ad una riduzione degli anticorpi (specie Aco-anti-TPO) dopo somministrazione di selenio e a un migliramento delle condizioni generali con riduzione del TSH. Il selenio porta ad una miglior funzione della L-tiroxina (la conversione in rT3 dipende dal selenio).
Persone che vivono in aree povere di selenio sono più prone a sviluppare una tiroidite di Hashimoto.
Come terapia sempre selenio anorganico: viene incorporato velocemnte negli enzimi selenio-dioendenti, viene eliminato da reni e polmoni e non si deposita in tessuti (NaSel). Le formulazioni organiche, specie legate ad aminoacidi come selenio-metionina, seleniocisteina, sono presenti in commercio a dosaggi di 50-100 microg come integratori.
Alimenti che contegono selenio http://www.dietabit.it/alimenti/selenio/

Zinco e tiroide

25 mg/giorno, lo ZINCO è fondamentale per la formazione di TSH nell’ipofisi e per la sensibilità ipotalamica. In caso di carenza di zinco la trasformazione di T4 in T3 è compromessa e i recettori tiroidei delle cellule periferiche sono iporesponsivi. I livelli di zinco sono correlati positivamente a quelli di T3.
Lo zinco contribuisce col selenio all’abbassamento del titolo anticorpale e agisce in sinergia con la vitamina B6.
Lo zinco gioca un ruolo importante nel modulare il sistema immunitario, la sintesi proteica, la guarigione di ferite.
Bassi livelli di zinco predispongono alla formazione di noduli tiroidei. Una carenza di zinco è comune nei vegetariani oltre che nei pazienti con patologie gastroenteriche, nei nefropatici, diabetici e neoplastici. Ricchissime in zinco sono le ostriche. Seguono carne rossa, uova, lenticchie, grano integrale.

Benefici del Magnesio sulla tiroide

Per sostenere un buon funzionamento della tiroide è possibile integrare minerali di magnesio, manganese, zinco e selenio.
Può essere assurdo affermare che un elemento da integrare assolutamente sia il magnesio e adesso diciamo il perché.
Sappiamo da quanto detto che la causa sta in una alimentazione non corretta che ci provoca demineralizzazione, squilibri vari……. basti pensare che le malattie delle cavie della scienza sono prodotte principalmente per insulto tossico, per stress metabolico (alimentazione squilibrata) o ambientale, e in tutti questi casi i tessuti della cavia diventeranno carenti di magnesio, oppure le malattie “commissionate” vengono fatte derivare direttamente da una carenza cellulare di magnesio prodotta per raffinazione del magnesio dai cibi somministrati (Magnesio, Lorenzo Acerra – 2008). Questo non significa però che il magnesio è la cura universale ma se prendiamo in considerazioni le manifestazioni dell’ipotiroidismo, – rallentamento del metabolismo, la stanchezza, la secchezza della pelle, la perdita dei capelli, l’aumento della massa corporea, la stitichezza, l’ipersensibilità al freddo, pallore, difficoltà nel respiro, problemi nelle mestruazioni ed infertilità, dolori muscolari e nelle articolazioni, anemia ed altri – , capiamo immediatamente che la soluzione più immediata è assumere Magnesio.
Dott.ssa Rita Muro.

Ci sono 3 tipi di cure (per l’Ipotiroidismo):

  1. il solo T4 sintetico, con l’aspettativa che il fegato poi lo trasformi in T3
  2. l’insieme di T4 e T3 sintetici
  3. l’insieme di T4 e T3 naturali, estratti dalla tiroide del maiale (che però in Italia non è in vendita esclusivamente per motivi commerciali e non clinici).

Di conseguenza gli endocrinologi preferiscono l’uno o l’altro. La maggioranza prescrive il solo T4 sintetico.

FARMACI PER L’IPOTIROIDISMO
    • EUTIROX: è levotiroxina, l’ormone T4 in versione sintetica (contiene lattosio)
    • TIROSINT: sempre T4, in compresse, gocce o fialette. Non contiene lattosio.
    • TICHE: sempre T4, in capsule molli. Non contiene lattosio. Come è stato già detto, l’efficacia di questi farmaci varia da paziente a paziente, in quanto dipende dalla trasformazione del T4 in T3, che è individuale. Inoltre possono dare effetti collaterali; leggere il foglietto illustrativo e se si riscontrano effetti sgraditi, parlarne col medico per valutare un diverso dosaggio o il passaggio ai farmaci indicati di seguito.
    • LIOTIR: è T3 (l’ormone attivo) sintetico, in formulazione liquida. Si può assumere da solo, ma viene più spesso associato al T4 sintetico in modo da riprodurre più fedelmente il funzionamento di una tiroide sana.

RIMEDI ALTERNATIVI AI FARMACI

    • TIROIDE SECCA: è tiroide essiccata di maiale ridotta in compresse e contiene 5 ormoni: T4, T3, T2, T1 e calcitonina. Recenti studi hanno dimostrato una attività ormonale anche del T1 e del T2, che non sono presenti nelle preparazioni sintetiche. La maggior parte dei medici di base e degli endocrinologi la definisce “obsoleta” e non la prescrive, ma tale definizione non ha alcuna validità scientifica. Invece è un rimedio naturale, equilibrato, dosabile sul paziente ed era usata universalmente con efficacia prima dell’avvento dei farmaci di sintesi. Essendo compatible al 99% con quella umana contiene i segg. ormoni : T1 T2 T3 T4 e CALCITONINA. Sono stati “copiati” sinteticamente il t3 e il t4 perché è stato individuato il loro “compito”. Ancora sconosciuti invece T1 T2 e CALCITONINA. Sono dell’idea che siamo molto importanti altrimenti non esisterebbero.
      Pertanto la tiroide secca rimane il medicinale più completo. Si trova a San Marino o alla farmacia del Vaticano, oppure in farmacie galeniche viene preparata su prescrizione medica.
    • TIROIDE IBSA: combinazione sintetica degli ormoni T4 e T3, in compresse. Questi farmaci sono disponibili in qualsiasi farmacia italiana e vengono venduti solo dietro presentazione di ricetta medica. Recentemente la ditta che la produceva ha smesso di distribuirla ed per questo motivo che il Comitato “Ipotiroidismo: libertà di cura”ha creato una petizione rivolta al Ministero della salute ed a IBSA.
      FIRMA LA PETIZIONE

Ipertiroidismo: cause, sintomi e terapie

L’ipertiroidismo o tireotossicosi è una patologia legata, nella maggior parte dei casi, a una eccessiva produzione ormonale da parte della tiroide, con conseguente esposizione dei tessuti periferici a livelli elevati di ormoni tiroidei.
L’ipertiroidismo è uno dei disturbi endocrini più frequenti e può manifestarsi a qualsiasi età, ma interessa soprattutto le donne in età fertile, a causa – pare – di una generale maggior predisposizione del sesso femminile alle malattie autoimmuni.

Le cause dell’Ipertiroidismo

Le principali cause cliniche responsabili di ipertiroidismo sono in ordine di frequenza – nelle aree iodio-sufficienti – il gozzo diffuso tossico (morbo di Basedow), il gozzo multinodulare tossico e il gozzo uninodulare tossico (morbo di Plummer).
Nelle aree iodio-carenti, dove esiste una elevata prevalenza di gozzi multinodulari, il gozzo multinodulare tossico è più frequente del gozzo diffuso tossico. Altre cause rilevanti, meno frequenti ma di una certa importanza, sono le forme associate a tiroiditi e quelle farmacologiche, con eccessiva assunzione di ormoni tiroidei, ad esempio per un trattamento non corretto dell’ipotiroidismo.

I sintomi dell’Ipertiroidismo

I sintomi dell’ipertiroidismo possono comprendere numerosi disturbi, tutti legati a un aumento dell’attività metabolica, tra cui:
  1. un sensibile aumento di volume della tiroide,
  2. perdita di peso,
  3. intolleranza al calore,
  4. alterazioni della cute e dei capelli,
  5. insonnia,
  6. aumento delle contrazioni cardiache.
Nel caso del morbo di Basedow tra i sintomi più evidenti si ha anche l’esoftalmo, ovvero la sporgenza dei bulbi oculari.

Le terapie

La terapia dell’ipertiroidismo dipende essenzialmente dalla sua causa. Al momento sono tre le vie a disposizione: terapia con farmaci anti-tiroidei, che riducono cioè la velocità di sintesi degli ormoni tiroidei, e in caso della sua inefficacia, asportazione chirurgica totale o parziale della ghiandola o trattamento con iodio radioattivo.
Riferimenti

ARTICOLI INTERESSANTI PER APPROFONDIMENTI SULLE PATOLOGIE DELLA TIROIDE in relazione alla Vitamina D

 

Ricerche su IPER-PARA-TIROIDISMO

Uno studio italiano del 2003 (università di Udine) conferma la relazione tra carenza di Vitamina D e Basedow
Il rilievo contemporaneo di iperparatiroidismo primitivo e ipertiroidismo è piuttosto raro. Riportiamo un caso clinico di Morbo di Basedow e iperparatiroidismo primitivo.
Queste patologie concomitanti sono trattate con tiroidectomia e paratiroidectomia in un unico tempo. L’esame istologico ha confermato il quadro di Morbo di Basedow e ha mostrato la presenza di un adenoma paratiroideo in una ghiandola e di un’iperplasia paratiroidea in un’altra ghiandola.
In seguito al trattamento chirurgico si è manifestato un iperparatiroidismo secondario dovuto ad una carenza di 25-OH vitamina D. Per quanto noto, questo è il primo caso in cui il deficit d’assorbimento di vitamina D è stato riscontrato in presenza d’ipertiroidismo e iperparatiroidismo senza altri deficit intestinali d’assorbimento. Sono discusse le difficoltà diagnostiche e di follow-up correlate a queste tre patologie concomitanti.
Articolo originale
https://pdfs.semanticscholar.org/84b5/2b893b1014ec62617a8536ea367bd63b64d9.pdf

Vedi anche altre ricerche da tradurre
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  2. Davies M, Fraser WD and Hosking DJ The Management of primary hyperparathyroidism Clinical Endocrinology 2002; (57) 145-155.
  3. Presenti M, Frasoldati A, Valcavi R Iperparatiroidismo primitivo: diagnosi e indicazioni terapeutiche l’Edocrinologo 2003; (4) 1: 2-10.
  4. NIH: conference:Diagnosis and manegement of asymptomatic primary hyperparathyroidism: Consensus Development Conference Statement. Ann Intern Med 1991; 114: 593-597.
  5. Bilezikian JP, Potts JT, Fuleihan GE-H, Kleerekoper M, Neer R, Peacock M, Rastad J, Silverberg SJ, Udelsman R and Wells SA Summary Statement from a workshop on asymptomatic primary hyperparathyroidism: a perspective for the 21st century The Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism 2002;87(12) 5353-5361.
  6. Silveberg SJ, Bone HG 3rd, Marriot TB, Locker FG, Thys-Jacobs S, Dziem G, Kaatz S, Sanguinetti EL and Bilezikian JP Short term inibition of parathyroid hormone secretion by a calcium-receptor agonist in patients with primary hyperparathyroidism New England Journal of Medicine 1997; 337: 1506-1510.
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  11. Jorde R, Bonaa KH, Sundsfjord J Primary hyperparathyroidism detected in a health screening: the Tromso study J Clin Epidemiol 2000; 53

Vivere senza problemi alla Tiroide

di Luca Speciani

Descrizione

Una dieta corretta, ma non solo!

Siamo di fronte a una inspiegabile epidemia di ipotiroidismo, e sembra ormai impossibile non trovare qualcuno sotto terapia se si esce a cena con qualche amico. È un dato reale o siamo davanti ad un grave fenomeno di sovradiagnosi? Non appena un paziente presenti segni di stanchezza o affaticamento, il medico di base suggerisce di controllare gli esami della tiroide e qui – stranamente – quasi tutti presentano qualche valore fuori posto.

Agli esami segue spesso un’ecografia dall’esito dubbio (lieve disomogeneità) che infine porta ad un trattamento inutile e squilibrante, in grado di generare (per usare le parole dell’associazione europea di endocrinologia) ipertiroidismo iatrogeno, cioè una patologia molto più grave rispetto al lieve ipotiroidismo riscontrato, spesso subclinico.

Il problema infatti è che il più delle volte si viene trattati farmacologicamente per il solo innalzamento del valore del TSH, che non rappresenta ipotiroidismo, ma solo un tentativo di aggiustamento (da parte dell’ipofisi) della quantità di ormone prodotto. Vengono trattate così molte persone sane che non ne avrebbero alcun bisogno.


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